Racket case popolari, arrestato celanese

Il 26enne è coinvolto in un’indagine a Roma scattata dopo un agguato a colpi di pistola. Altre nove persone sono nei guai
CELANO. C’è anche il celanese Gabriele Cicchetti, tra le dieci persone accusate di gestire il racket delle occupazioni abusive di case popolari Ater a Roma, fra via Giovanni Conti, zona Tufello e Vigne Nuove.
Guidati da un boss già condannato in passato per omicidio, erano anche arrivati a sparare contro l’auto di alcuni inquilini assegnatari, nonostante sul veicolo ci fossero due bambini, rischiando di uccidere qualcuno per punire un tentativo delle vittime di resistere alle minacce e ai soprusi dopo che gli era stata occupata la casa a loro legittimamente consegnata durante una breve assenza.
Gli agenti del commissariato Fidene Serpentara hanno dato esecuzione alle misure cautelari nei confronti di dieci indagati. Oltre al 26enne Cicchetti, finito nel carcere di Regina Coeli, il provvedimento ha riguardato Gianluca D’Ascenzo di Tivoli, ritenuto il boss del gruppo, nonché zio del giovane di Celano, e i romani Marsilia Giustini, Barbara Iggiotti, Fabio Salandri, Maurizio Lupparelli, Emiliano Spadoni, Tomas Notari, Giancarlo Pizzi e Christian Primavera.
I provvedimenti sono arrivati al termine di un’indagine scattata l’anno scorso, dopo l’agguato a colpi di pistola in via Nomentana.
Era il 18 febbraio 2016 quando la famiglia di assegnatari fu bloccata per strada.
Gli spari dopo una violenta lite con la banda di estorsori, che oggi la polizia accusa anche di gestire il racket delle occupazioni al Tufello e un giro di spaccio di droga. Decisive le intercettazioni telefoniche che hanno fornito alla polizia un quadro preciso di quello che accadeva nelle case popolari.
Gli investigatori sono stati coordinati dal pm Laura Condemi: «Gli indagati, approfittando della temporanea assenza dei legittimi assegnatari, occupavano gli immobili e, forti della loro forza intimidatrice, ne impedivano l’ingresso legittimo, fino all’utilizzo delle armi da fuoco, con protervia e ferocia».
Cicchetti è difeso dall’avvocato Lucio Cotturone. Il giovane, agente di commercio di prodotti surgelati, è stato interrogato dal gip Gava e Cotturone ha depositato un’istanza per chiedere i domiciliari.
«Il mio assistito è al centro di un equivoco», afferma il legale celanese, «ha un’attività lavorativa e non vive di proventi illeciti. La misura cautelare non è necessaria perché non c’è possibilità di inquinare le prove. Presenteremo ricorso al Tribunale del Riesame».
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