Raddoppio Avezzano-Sora, Fina chiede lumi sul piano

AVEZZANO. Un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per fare luce sullo stato di avanzamento del raddoppio della strada statale 690 Avezzano-Sora, la cosiddetta “superstrada...
AVEZZANO. Un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per fare luce sullo stato di avanzamento del raddoppio della strada statale 690 Avezzano-Sora, la cosiddetta “superstrada del Liri”, anche per consentire la partecipazione delle istituzioni del territorio. L’iniziativa è del senatore Michele Fina, segretario del Pd abruzzese. Fina chiede a Salvini «quale sia lo stato dell’iter tecnico-autorizzativo dell’opera e quali risorse pubbliche siano state individuate per far fronte all’investimento; se sia stato redatto il progetto definitivo dell’opera, e, in caso affermativo, se sia possibile ottenerne la presa visione ed estrazione di copia». E ancora chiede «quali siano le iniziative che Anas ritiene di attivare al fine di garantire la più ampia condivisione con le istituzioni del territorio interessate all’opera, in merito a tutti i passaggi progettuali propedeutici all’eventuale sua realizzazione, come previsto dalla legge». L’interrogazione riporta i punti salienti dell’iter, a partire dall’incontro del 2021 a Balsorano, quando «il presidente della giunta regionale Marco Marsilio presentò agli amministratori il progetto di raddoppio dell’ex superstrada del Liri, con la previsione di un investimento di 960 milioni di euro, all’annuncio alcuni mesi fa dell’avvenuta conferenza dei servizi decisoria, con esito favorevole e unanime dei sindaci intervenuti. Cosa contestata invece da alcuni sindaci che hanno parlato di una conferenza ancora in fase preliminare». Da qui la sottolineatura nell’interrogazione di alcune problematiche, tra cui la disomogeneità strutturale nei viadotti, il vincolo della posizione della ferrovia e del fiume Liri che impone inammissibili deviazioni dei tracciati, «nonché il mancato rispetto in molti dei tratti raddoppiati dei vincoli che l’Autorità di bacino impone».
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