Radici, l’amore per l’Abruzzo in musica

Intervista alla pianista Di Pasquale: «Un viaggio in 12 brani e altrettanti videoclip, racconto i luoghi simbolo della regione»
AVEZZANO. Quando la musica incontra le proprie “Radici”: si racchiude in questa frase il nuovo progetto musicale della pianista e compositrice Emilia Di Pasquale, nato dalla volontà di far scoprire sfumature, atmosfere e colori di una terra, l’Abruzzo, attraverso la melodia delle note. Una passione, quella per la musica, che ben presto per Emilia Di Pasquale si è trasformata nella sua principale attività. Si avvicina giovanissima allo studio del pianoforte per poi essere ammessa al conservatorio “Casella” dell’Aquila, dove si diploma nel 2006. Prosegue gli studi al Conservatorio di musica “D’Annunzio” di Pescara, specializzandosi in pianoforte solista e maestro collaboratore nel repertorio lirico. Una carriera brillante, in continua ascesa, che vede importanti riconoscimenti in concorsi internazionali e varie esecuzioni di suoi brani in Italia e all’estero. Attualmente è insegnante di pianoforte all’Underground studio’s di Celano e al circolo musicale “Leoncini d’Abruzzo” di Pescina. Inoltre, nell’anno accademico 2018/19, ha ottenuto un incarico di docenza per il corso di Teoria, ritmica e percezione musicale al Conservatorio “Marenzio” di Brescia. Il suo ultimo progetto musicale, “Radici”, è un viaggio interiore dell’artista e al contempo un’immersione dell’ascoltatore in un’altra realtà, fatta di natura e arte, nella quale poter staccare il proprio animo dalla frenesia della quotidianità. In questa comunione, Emilia Di Pasquale è riuscita a trasferire le sensazioni del momento in musica, dando spazio anche a piccoli spunti riflessivi, in un progetto che vuole essere una sorta di calendario musicale. Infatti, ogni fine mese, per tutto il 2019, usciranno sui principali social network 12 brani e altrettanti videoclip, in ognuno dei quali la pianista racconterà un angolo d’Abruzzo, puntando a valorizzarne la storia e le bellezze naturalistiche e architettoniche. “Radici” è un’idea innovativa che affascina anche i più giovani, visto l’aspetto social dell’iniziativa, poiché con la divulgazione e con la condivisione in rete dei videoclip musicali si riesce ad arrivare alle persone, soprattutto alle nuove generazioni, con maggiore facilità. Anche i ragazzi del gruppo di Giornalistudenti del Liceo classico “Torlonia” sono rimasti colpiti dalla freschezza e dal grande sperimentalismo del progetto e hanno avuto l’opportunità di incontrare Emilia Di Pasquale e di intervistarla.
Ha sempre desiderato fare la pianista?
«La musica mi ha sempre affascinato, sin da piccola. A sei anni riuscii a convincere mia madre a farmi prendere delle lezioni di pianoforte, ma soltanto per hobby. Il mio più grande sogno era tutt’altro: diventare un medico chirurgo. Dopo il Liceo scientifico, però, mi trovai davanti a un bivio: seguire la mia passione per la musica o intraprendere studi di medicina. Capii che volevo fare la musicista e l’ho fatto, ho percorso la mia strada, anche contro la mia famiglia, che si aspettava magari qualcosa di diverso. In un periodo in cui intraprendere qualsiasi strada è incerto e rischioso a livello lavorativo, scegliete quello che veramente vi piace e vi interessa. Sarà un percorso difficile, ma a fare la differenza sarete voi e quanta ambizione avrete. L’ambizione non dovrebbe mai mancare nella vita, solo grazie a questa è possibile far diventare i sogni realtà. Anch’io, con tanta fatica e molti sacrifici, sono adesso ciò che volevo essere, riuscendo anche ad autofinanziarmi il piccolo grande sogno di Radici».
Dopo l’uscita di “Goccia a goccia” e “Polvere”, i videoclip dei mesi di gennaio e febbraio, come si evolverà “Radici”?»
«Radici è un progetto in itinere, è un continuo esperimento e nemmeno noi sappiamo dove ci porterà. Di certo possiamo anticiparvi che il videoclip del mese di aprile sarà dedicato alla città dell’Aquila, in occasione dei dieci anni dal sisma. Radici, infatti, vuole raccontare ciò che è stato e ciò che è. Scrivo i brani su ispirazioni momentanee. Ad esempio, l’ultima parte di Polvere è una sorta di ninna nanna composta per la nascita di mia nipote, così come la scelta delle location avviene di volta in volta. Quando sento parlare dell’Abruzzo ho l’orgoglio alle stelle. Inoltre con questo progetto sto esplorando luoghi della nostra regione che non conoscevo ed è bello poter trasformare questo amore per la mia terra in musica».
Chi ha collaborato alla realizzazione del progetto “Radici”?
«Questo progetto non potrebbe esistere se non supportato da un grande team di professionisti che lavora in pre e post produzione. Hanno dato un prezioso contributo alla sua realizzazione Vittoriano Palerma, che svolge il ruolo di regista e video-maker, Emanuele Nuccilli, che con il suo drone regala riprese e immagini aeree spettacolari, Nino Marcanio, che cura la produzione fotografica riuscendo a catturare scorci molto suggestivi. Per le registrazioni audio, invece, ci appoggiamo a due studi, l’Underground studio’s di Celano, con l’ingegnere del suono Alfredo Diamanti, e Rsm di Mestre, con l’ingegnere del suono Roberto Scarpa Meylouga».
Tamara Marinetti
Elisa Scipioni
Chiara Ciocci
Nicola Salutari
Francesco Marchionni
Matteo Angelozzi
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