Raffica di multe ai motorini spaccatimpani

3 Settembre 2020

Rumori in centro: la polizia locale aumenta la vigilanza, ma le proteste dei residenti non si placano

AVEZZANO. Ancora nottate rumorose e insonni: continua la protesta dai residenti del centro di Avezzano. Nonostante i controlli e le sanzioni, motorini e macchinette 50, spesso truccati, continuano a circolare fino a tarda notte sotto le finestre dei palazzi mettendo a dura prova, oramai da mesi, i nervi dei cittadini che si dicono esasperati e sul piede di guerra. La strade maggiormente interessate dai rombi dei motori sono via Diaz, via Trieste e via Monsignor Bagnoli. È in questo angolo di città, vicino ai portici dell’ex Oviesse, che un gruppo di adolescenti si dà appuntamento dopo cena, continuando poi a scorrazzare intorno all’isolato per tutta la notte a bordo di rumorosi motorini e macchinette 50.
La protesta partita un paio di mesi fa aveva fatto scattare i controlli da parte della polizia municipale coordinata dal comandante Luca Montanari.
«Sono quindici le sanzioni, tra cui un paio di sequestri, elevati dagli agenti nei confronti dei ciclomotori prevalentemente per emissioni di rumori, ma anche per violazioni alle norme di comportamento», spiega Montanari, «abbiamo sanzionato anche diversi quadricicli (macchinette 50, ndc) per il mancato uso della cintura di sicurezza. Il fenomeno», prosegue il comandante della polizia municipale di Avezzano, «non è di facile soluzione e non riguarda solo ragazzi del posto. Durante servizi di controllo dedicati abbiamo riscontrato come ciclomotori e quadricicli afferiscano ad Avezzano anche da comuni limitrofi come Scurcola Marsicana o Luco. I controlli sono sistematici, ma la polizia locale non può dedicarsi esclusivamente ad essi. Ogni giorno ci giungono centinaia di segnalazioni anche per auto che vanno a tutta velocità o per persone che non indossano la mascherina. Inoltre, in caso di incidente le pattuglie sono costrette a interrompere il servizio per qualche ora. Abbiamo notato, però, che tutti adesso indossano il casco perché sanno di essere controllati. Cerchiamo di fare del nostro meglio con un organico ridotto al 50% che rischia di perdere altre unità per via degli imminenti pensionamenti. C’è bisogno di assunzioni», conclude Montanari, «per ora con i quaranta agenti in servizio abbiamo stilato un piano di lavoro in cui vengono alternati programmi della stessa priorità».