Raffica di pensionamenti dei medici ospedalieri

6 Aprile 2018

In estate lasciano altri due professionisti. Si teme uno svuotamento dei reparti Ma Tordera assicura: «Avvicendamenti fisiologici, ci saranno i concorsi» 

AVEZZANO. Da un lato si accelera per la costruzione del nuovo ospedale di Avezzano, dall’altro i reparti rischiano di svuotarsi.
Non di pazienti, che sono in aumento, ma di medici. Tra trasferimenti e futuri pensionamenti, la struttura si ritroverà con una decina di medici in meno nei prossimi mesi.
Stanno per andare in pensione diversi medici e primari dell’ospedale. Come nel caso di Raniero Di Giovanbattista che dovrebbe restare fino al primo giugno. A luglio è previsto il pensionamento di Giovanni De Blasis, direttore del dipartimento chirurgico della Asl 1. In pensione, entro l’anno, forse a ottobre, potrebbe andare Antonio Carolei, direttore dell’Unità operativa complessa di Neurologia, che è anche nuovo presidente dell’Italian Stroke Organisation (Iso), l’organismo di cui fanno parte numerosi e prestigiosi big della disciplina. Tra le altre professionalità di rilievo destinate a lasciare l’ospedale c’è infine il primario dell’unità operativa di Malattie infettive, un reparto all’avanguardia, il dottor Maurizio Paoloni. Se a tutto questo si aggiungono i pensionamenti recenti, come quello di Vincenzo Paciotti, specialista in Diabetologia ed endocrinologia, il trasferimento di Giovanni Passalacqua della Radiologia interventistica, la chiusura del reparto di Neurochirurgia, trasferito al San Salvatore dell’Aquila, il quadro che ne emerge è preoccupante. Non per la Asl.
«I pensionamenti dei prossimi mesi costituiscono il fisiologico avvicendamento nei ranghi medici che verrà assicurato attraverso i concorsi, secondo un percorso programmato», commenta il manager della Asl provinciale, Rinaldo Tordera, «la cessazione dal servizio di alcuni validi medici ad Avezzano, dovuta a scadenze anagrafiche, sarà comunque l’occasione per effettuare un ricambio generazionale e immettere nuove risorse professionali di alta professionalità su cui investire nell’immediato futuro. L’obiettivo è infatti non solo mantenere ma soprattutto rafforzare gli attuali servizi, facendo in modo che l’ospedale di Avezzano mantenga il suo ruolo strategico di presidio di riferimento di un territorio assai vasto».
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