Ragazza ferita nel kartodromo, restano i sigilli all’impianto
L’AQUILA. Il gip ha respinto la richiesta di dissequestro del kartodromo di Cavalletto d’Ocre dove a Pasquetta è rimasta ferita in modo grave una giovane sarda, Elena Pirastu, figlia della...
L’AQUILA. Il gip ha respinto la richiesta di dissequestro del kartodromo di Cavalletto d’Ocre dove a Pasquetta è rimasta ferita in modo grave una giovane sarda, Elena Pirastu, figlia della consigliera regionale cagliaritana Anna Maria Busia.
L’incidente si è verificato nel giorno di Pasquetta quando la giovane donna, a bordo del kart, ha avuto un incidente insolito visto che il suo foulard è rimasto impigliato nel motore del mezzo e la Pirastu ha rischiato di morire strozzata.
Il 118 l’ha portata all’ospedale di Teramo dove è arrivata in gravi condizioni visto che è stata messa nel reparto di rianimazione con una prognosi riservata. Per la verità la sarda non è mai stata in pericolo di vita ma è stata sempre sotto attenta osservazione dei medici teramani. Poi, lunedì scorso, si è deciso di trasferirla nell’ospedale di Cagliari città dove vive anche se frequenta l’Università di Bologna.
La giovane donna, secondo quanto si è appreso, si trovava nell’Aquilano per passare dei giorni di vacanza insieme ad alcuni suoi amici.
Secondo gli investigatori, ma si tratta di sospetti ancor tutti da provare con una perizia, sarebbe mancato un dispositivo nel kart che avrebbe di fatto impedito quel tipo di incidente.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Ernesto e Massimiliano Venta, contesta il provvedimento visto che a suo dire non ha senso mettere i sigilli a tutto l’impianto mentre può averlo quello del singolo kart.
Comunque nei prossimi giorni ci sarà un nuovo ricorso al tribunale del riesame per ottenere un provvedimento diverso. Bisogna anche verificare se la giovane si è attenuta alle prescrizioni previste per la sicurezza.
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