Ragazzi aggrediti con spranghe: 3 arresti

8 Agosto 2019

Banda di giovanissimi, tra i quali minorenni, in trappola. Molti episodi di bullismo in centro. Contestate anche rapine

L’AQUILA. Non solo atti di bullismo, stalking e rapine. Ma anche minacce con spranghe e un coltello per indurre le giovani vittime a non denunciare le angherie. Le accuse, per alcuni degli indagati (in tutto 11), sono pesanti visto che si parla di associazione per delinquere finalizzata ai reati succitati commessi ai danni di adolescenti o di persone da poco maggiorenni. Queste, dunque, le contestazioni che sono state formulate nei confronti di quattro giovanissimi, tra i 19 e i 23 anni, due italiani e due albanesi (uno ricercato), destinatari di ordinanze di custodia cautelare disposte dal giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila su richiesta della Procura della Repubblica. Le misure sono state eseguite dal personale della squadra Mobile dell’Aquila. In carcere sono finiti un 20enne italiano e un 19enne albanese, mentre un 23enne italiano è agli arresti domiciliari. È ricercato un quarto giovane, un 19enne di origini albanesi. Delle persone arrestate non sono stati resi noti i nomi. Coinvolti altri sette giovani, tutti indagati, tra cui sei minorenni per i quali indaga la Procura di competenza.
I LUOGHI. Come spiegato in una conferenza stampa in questura, gli arresti arrivano al termine di una complessa e articolata attività investigativa che ha permesso di documentare la commissione di una serie significativa di atti delittuosi a danno di minori, avvenuti per lo più nel centro cittadino, in particolare nella zona di San Bernardino e corso Vittorio Emanuele, luoghi di ritrovo dei giovani aquilani. Da segnalare che la maggior parte degli episodi sono avvenuti di giorno, anche se i comportamenti sono riconducibili a quelli riscontrati talvolta nella movida; uno dei casi si è verificato nei pressi del polo scolastico di Colle Sapone. Le parti lese, al momento, sono quattro.
Si indaga da circa un anno ovvero da quando, nell’ottobre del 2018, una ragazza fu aggredita a Colle Sapone per poi essere rapinata. La denuncia ha portato a questi risultati.
ALLARME. «Quanto emerso dalle indagini desta un certo allarme», secondo fonti investigative, «ma il fatto positivo è che ciascun soggetto sia stato inchiodato alle sue responsabilità, e che abbiamo ottenuto la piena collaborazione da parte delle vittime, e dei testimoni, molti dei quali avevano provato a contrastare la prepotenza della banda, e a prendere le difese delle vittime».
REATO ASSOCIATIVO. Le indagini hanno permesso di delineare l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere, formata da due maggiorenni e tre minorenni, che non avrebbe disdegnato di commettere anche reati contro la persona per punire le vittime che cercavano di reagire alle vessazioni del gruppo. Alcuni indagati si sarebbero particolarmente accaniti nei confronti di due fratelli, entrambi minorenni, vittime di numerosi episodi di atti persecutori, spesso sfociati anche in aggressioni in cui hanno subìto serie lesioni personali. Tra gli episodi più significativi si segnala, in una delle tante circostanze, l’utilizzo di un coltello e di alcune spranghe. Le rapine, infine, hanno riguardato piccole somme e qualche telefonino. In un caso, uno di questi cellulari era stato rivenduto a un altro ragazzo che lo ha poi comprato in buona fede. Il cellulare è stato poi recuperato, ma il ragazzo non sarà denunciato per incauto acquisto. In settimana saranno fissati gli interrogatori delle persone arrestate, delle quali la stessa polizia non ha voluto fornire i nomi, motivando ciò con la presenza di minorenni nell’indagine. Un riguardo, questo, che è stato riservato a persone comunque maggiorenni.
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