Ragazzo ucciso, arrestato il pirata

18 Maggio 2015

Ha tamponato lo scooter con i due ragazzi e li ha lasciati sull’asfalto: ai domiciliari Luigi Antidormi, era ubriaco e drogato

AVEZZANO. Li ha lasciati lì, in mezzo alla strada, dentro una notte di sangue e dolore. Li ha abbandonati sull’asfalto e ha cercato la disperata salvezza dietro un alibi disperato. Una fuga a piedi lunga 5 chilometri dopo aver cambiato il destino di un ragazzo di 15 anni e trasformato in tragedia un sabato sera che doveva sflare via con una pizza tra amici e poi una bibita al bar della comitiva.

È stato Luigi Antidormi, 33 anni con una sfilza di precedenti penali da far impressione, a uccidere Marco Zaurrini, il 14enne di Celano che era sul motorino guidato dall’amico, Maicol Baldelli, ferito gravemente. Non imbracciava armi, ma ha usato l’auto come un bazooka. Li ha tamponati violentemente, sbalzandoli a oltre 50 metri di distanza e poi è risultato positivo al test di cocaina, cannabis e alcol. Per di più aveva anche la patente scaduta da due anni. Per i suoi precedenti, tra cui il reato di furto, ha l’obbligo di firma alla caserma dei carabinieri di Celano. Marco e Maicol presumibilmente stavano tornando a casa, attraverso la Statale che collega Paterno a Celano. All’altezza del cimitero una Volkswagen Lupo li ha presi in pieno. Secondo la ricostruzione dell’accaduto fatta dagli agenti del commissariato di polizia di Avezzano, diretti da Paolo Gennaccaro, un automobilista si è fermato e ha allertato immediatamente i soccorsi. Antidormi avrebbe anche scambiato con lui qualche parola, prima di fuggire per i campi. I poliziotti lo hanno subito individuato. Nell’auto infatti aveva lasciato il cellulare. I sanitari del 118 hanno fatto del tutto per rianimare Zaurrini. Ma purtroppo per lui non c’era già più nulla da fare. Baldelli invece è stato trasportato all’ospedale di Avezzano dall’ambulanza del 118 di Pescina. Sul posto anche un mezzo della Croce rossa. Baldelli si trova ricoverato nel reparto di Neurochirurgia, in prognosi riservata. Le sue condizioni vengono costantemente monitorate dai medici. Mentre gli agenti della Stradale si occupavano dei rilievi, un’altra pattuglia ha raggiunto Antidormi circa un’ora dopo l’incidente. Ha negato di essere mai salito su quell'auto sostenendo di trovarsi a casa da diverse ore. In realtà vi era tornato come se nulla fosse. L’auto è risultata essere intestata alla suocera della sorella, estranea ai fatti.

Non è stato chiarito ancora perché la stesse guidando con la patente scaduta da quasi due anni. La notizia della morte del giovane celanese ha buttato nella disperazione una città intera. Zaurrini, studente dello Scientifico, fa parte di una famiglia di lavoratori. Gente seria, umile e riservata. Suo padre Giuseppe lavora per l’impresa edile Mascitti, sua madre Rossella è originaria del Reatino e si occupa della casa e della famiglia. Famiglia che aveva festeggiato poco più di 10 giorni fa i 18 anni del fratello Simone. Simone che pratica la boxe e da qualche tempo aveva portato con sé anche il fratello più piccolo, che si era appassionato. Sulla morte di Marco Zaurrini è stata aperta un’inchiesta.

Oggi la Procura deciderà sugli esami da eseguire sul 15enne. Antidormi si trova ai domiciliari. Dovrà rispondere di una lunga serie di reati: omicidio colposo, incidente con danni alle persone causato da guida in stato di ebbrezza, sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, fuga a seguito di incidente con danni a persone, omissione di soccorso, lesioni gravi colpose. La macchina è stata sequestrata insieme ai caschi che indossavano i due ragazzi ma che non sono riusciti a salvare la vita di entrambi.

Magda Tirabassi

Pietro Guida

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