Raggiri alle Poste, condannato ex direttore

Tre anni e 8 mesi per peculato e falso, secondo le accuse ha alleggerito i conti di diversi pensionati
AVEZZANO. Si appropriava dei risparmi depositati dagli anziani clienti dell’ufficio postale. Poi utilizzava assegni circolari con firme false sulle distinte per far sembrare regolari le operazioni. Con queste accuse, ieri è stato condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione. Doveva rispondere dei reati di peculato, falsità ideologica e materiale. La sentenza è stata emessa dal collegio del tribunale di Avezzano, presieduto dal giudice Daria Lombardi, nei confronti di Raffaele Di Renzo, di 42 anni, all’epoca dei fatti contestati in servizio all’ufficio di Villavallelonga.
Secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Maurizio Maria Cerrato, l’imputato si era impossessato, in qualità di direttore delle Poste, dei risparmi di persone anziane del paese per una somma di 30mila euro. Una decina i pensionati interessati dal presunto raggiro. L’imputato ha sempre respinto ogni addebito parlando di accuse infondate, mentre la difesa sosteneva che le accuse venivano avanzate da un unico correntista e non da più anziani. I fatti contestati si riferiscono agli anni che vanno dal 2011 al 2012.
In quest’arco temporale, il direttore dell’ufficio postale, sempre stando alle accuse, era venuto in possesso dei soldi degli anziani che avevano risparmi e di buoni fruttiferi postali. Somme che erano inizialmente in lire e, dal 2001, erano state convertite in euro. Parte del denaro che si ritiene sia stato sottratto riguarda anche interessi maturati sui depositi e buoni fruttiferi emessi dal 1991 in poi. Le Poste avevano rimborsato i titoli e gli interessi ai correntisti. Per far risultare tutto in regola, secondo quanto emerso nel corso del processo, Di Renzo aveva compilato anche false distinte d’ordine degli assegni circolari con addebito sui conti dei correntisti e apposto firme false su documenti e false attestazioni di avvenuti rimborsi dei titoli. In un’occasione aveva anche presentato ai carabinieri della stazione di Trasacco, competenti per territorio, una falsa denuncia di smarrimento di un titolo di credito. Proprio uno degli anziani raggirati aveva notato che i conti non tornavano e si era rivolto alle forze dell’ordine faccendo scattare l’indagine. (p.g.)
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