Raiano, medico trovato morto dopo giorni
Guerrieri viveva da solo, aveva 66 anni: fatale un malore. Ha lavorato dal 1982 all’ospedale di Pescara
RAIANO. Aveva già indossato il pigiama e stava per mettersi al letto quando si è sentito male. Un malore improvviso, molto probabilmente un infarto, che non gli ha lasciato scampo. È morto così Giancarlo Guerrieri, 66 anni, medico ospedaliero in pensione. Si è sentito male mentre era solo nella sua casa di Raiano dove ha sempre vissuto con i genitori, morti da qualche anno. L’infarto lo ha colto di sorpresa, tanto che non ha avuto il tempo di chiedere aiuto. A trovarlo ormai privo di vita, ieri mattina, i vigili del fuoco intervenuti nell’appartamento dopo che erano stati allertati da un vicino di casa preoccupato per non aver avuto più sue notizie. Il medico viveva da solo e da giorni non rispondeva al telefono, tanto da far insospettire un amico che dopo aver suonato più volte al campanello di casa ha dato l’allarme allertando gli agenti della polizia municipale i quali, a loro volta, hanno chiesto l’intervento dei pompieri. Questi ultimi hanno forzato la porta dell’appartamento. Dopo essere entrati nella casa, i vigili del fuoco hanno trovato il medico privo di vita, nella camera da letto con indosso ancora il pigiama. A quel punto sono arrivati prima gli operatori del 118 che hanno potuto fare ben poco se non chiamare il medico legale per la ricognizione cadaverica al termine della quale è emerso che il medico era morto già da qualche giorno a seguito di un infarto. Sul corpo alcun segno che potesse far pensare a una morte violenta. Ma per non lasciare nulla al caso, la salma è stata trasferita nell’obitorio dell’ospedale di Sulmona a disposizione dell’autorità giudiziaria che questa mattina deciderà se approfondire il caso ordinando l’esame autoptico o se riconsegnare la salma ai familiari per la celebrazione dei funerali. Guerrieri non era sposato. Aveva svolto la sua professione di medico nell’ospedale Santo Spirito di Pescara, reparto dialisi, dal 1982. Da meno di un anno era andato in pensione e viveva nella casa paterna di Raiano. Per diverso tempo ha vissuto a Montesilvano. L’uomo lascia due fratelli che vivono fuori dall’Abruzzo.
«Era una persona molto schiva e un po’ burbera, ma un ottimo professionista», è il ricordo di Mario Campanella, direttore del reparto di nefrologia e dialisi dell’ospedale di Pescara, «la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Giancarlo era andato in pensione da qualche mese, ma ogni tanto tornava in reparto a salutare i vecchi colleghi. Siamo molto addolorati da questa tragica perdita».
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