Raiano, un’escursione nella storia

16 Aprile 2015

Più di 60 partecipanti alla prima gita nell’acquedotto scavato dai romani

RAIANO. Prima escursione da record sull’acquedotto delle Uccole a Raiano. L’importante opera scavata nella roccia dai romani e immersa nel verde della riserva delle Gole di San Venanzio ha suscitato un forte richiamo di pubblico e appassionati. Oltre 60 persone, di più non si potevano accettare, che hanno aderito alla passeggiata organizzata dall’associazione Nordic Walking del centro peligno. «Non ci aspettavamo una affluenza così alta», spiega Luciano Di Berardino dell’associazione, «alla fine abbiamo dovuto dire di no ad almeno un’altra ventina di persone per cui ci impegniamo da subito a invitarle per la prossima volta. Siamo soddisfatti per una giornata da incorniciare».

A giocare a favore degli organizzatori, il fascino dell’acquedotto delle Uccole. Una vera e propria via dell’acqua scavata nella roccia dai romani per consentire alle sorgenti di Molina Aterno, in Valle Subequana, di giungere chiare e fresche fino alla Valle Peligna.

L’opera si estende per circa 5 chilometri passando nel fianco della montagna che sprofonda nelle Gole di San Venanzio. Lungo tutto il canale sono disseminati 134 pozzetti chiamati appunto Uccole. Prese d’aria che servivano per garantire la manutenzione dell’acquedotto e ora utilizzate per calarsi dentro il cunicolo e fare un salto indietro nella storia. Degno di nota anche il passaggio a strapiombo sul fiume Aterno che scorre a qualche centinaio di metri più in giù nel bel mezzo della valle che dal corso d’acqua prende il nome. Scenari in grado di riempire di entusiasmo tutti i partecipanti all’escursione. Sentimenti subito condivisi utilizzando internet e i telefonini a cui sono stati affidati messaggi di soddisfazione e ringraziamenti.

La giornata è poi terminata nell’eremo di San Venanzio dove i partecipanti hanno dato vita a un ristoro e una conviviale utilizzando anche i servizi di un’attività commerciale aperta da poco. Non solo. In molti hanno approfittato dell’occasione per visitare l’eremo e scendere sulle rive dell’Aterno. Il tutto per una giornata da incorniciare vissuta in uno dei posti appena fuori posta e tra i più suggestivi della Valle Peligna. La zona dell’acquedotto delle Uccole, dopo un periodo di quasi abbandono, di recente è stata riportata alla ribalta grazia ad una serie di interventi tra cui la realizzazione di un video documentario. Ora questa nuova iniziativa che di sicuro ha contribuito a far conoscere questo angolo d’Abruzzo, immerso nella riserva delle Gole di San Venanzio e in grado di rappresentare un punto d’attrazione per il turismo.

Federico Cifani

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