Rainaldi: detassare i corsi universitari e aiutare il commercio

7 Settembre 2016

L’imprenditore propone di costituire una task force «Basta litigi e divisioni, servono iniziative concrete»

L’AQUILA. Più coesione e sinergia tra la classe politica e quella dirigenziale, che amministrano la città. È un invito a “fare quadrato”, che si traduce nella proposta di istituire una task-force, guidata dal Comune per mettere in campo proposte concrete a sostegno del territorio e delle categorie produttive. L’idea è di Ezio Rainaldi, imprenditore e componente di Confindustria, che ha già due proposte da avanzare in sede di discussione: detassazione dei corsi universitari e nuovi incentivi per gli operatori economici.

Da dove nasce la proposta di una task-force aquilana a supporto del territorio?

«Dalla constatazione che la città è investita, negli ultimi tempi, solo da messaggi negativi, da divisioni e polemiche, che ne stanno minando il tessuto sociale ed economico. Bisogna invertire la tendenza e creare una sinergia vera e costante tra la classe politica e quella dei dirigenti per creare nuove opportunità di sviluppo, elaborare proposte, spingere l’economia».

Chi dovrebbe farne parte?

«Il Comune, innanzitutto. Ma anche l’Università dell’Aquila, Confindustria, Confcommercio, l’Ance, l’Ordine degli ingegneri e l’Ordine degli architetti, con il coinvolgimento dei cittadini e la previsione di alcuni momenti di confronto pubblico. Un tavolo operativo, da riunire con cadenza costante per elaborare progetti che devono essere adeguatamente comunicati all’esterno».

C’è già in campo qualche idea?

«Il coinvolgimento dell’Università non è casuale. Partirei dalla detassazione per l’iscrizione a tutti i corsi dell’ateneo aquilano. L’Università è il perno della ripresa della nostra città, ma ci sono altre leve su cui agire. La ricostruzione, ad esempio, che va letta come un’opportunità. All’Aquila si sta ricostruendo e anche bene. Un messaggio che necessita di uscire allo scoperto per far comprendere che le abitazioni saranno ricostruite con la massima sicurezza. Ma i temi aperti sono tanti: i sottoservizi, l’ospedale regionale di riferimento, il problema della Asl, la fusione della Camera di commercio. Su tutto questo assistiamo solo a polemiche e a una forte divisione interna al nostro territorio».

È’ un appello alla coesione?

«Senza dubbio. Su questi temi si giocherà il futuro del territorio. Non è il momento delle polemiche e delle divergenze di vedute. Il sisma di Amatrice ha rappresentato per L’Aquila un nuovo terremoto, con ulteriori problemi sul piano economico e della coesione sociale».

Oltre alla detassazione per gli universitari che studieranno all’Aquila, ci sono altre proposte?

«Il rilancio della città e del suo tessuto non può prescindere dalla ripresa del settore del commercio e del turismo, che sta subendo dei colpi durissimi. L’ultimo dovuto alla cancellazione degli eventi previsti per la Perdonanza celestiniana e al Festival del jazz. Servono misure a sostegno degli operatori economici, che valuteremo insieme alla Confcommercio e a Confindustria per attrarre nuovi investimenti e creare opportunità di sviluppo. Su questo apriremo un ampio confronto».

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