Rainaldi: «Noi, travolti dalla solidarietà»

L’ex presidente della Camera di commercio ripercorre il post-emergenza: ecco come operammo
L’AQUILA. «Nel 2009 ero presidente della Camera di commercio da cinque anni. Fummo letteralmente investiti dalla solidarietà umana, materiale, economica e organizzativa: in quel momento mi resi conto di quanto importante fosse il sistema camerale italiano». Giorgio Rainaldi torna indietro nel tempo. Esattamente a dieci anni fa, quando era alla guida dell’ente camerale. Al suo fianco, lo storico direttore generale, Francesco Prosperococco.
«Le Camere di commercio italiane si strinsero intorno al dramma delle aziende aquilane», ricorda. «Dovevamo prendere subito una decisione: la bellissima sede in corso Vittorio Emanuele era gravemente danneggiata, impraticabile. Decidemmo, quindi, di allestire dei container nello spazio dove oggi sorge l’ente, nel nucleo industriale di Bazzano. Giorni convulsi, di decisioni immediate e repentine: la Camera di commercio è la casa delle imprese, una rete di protezione per il sistema economico locale», afferma Rainaldi. «Dovevamo continuare a garantire i servizi e lo facemmo da subito, riattivando dopo qualche giorno gli sportelli per i certificati».
Ci fu un momento di massima responsabilità per l’ex presidente: quell’audizione romana in cui Rainaldi, di fronte all’intero sistema camerale riunito per analizzare l’emergenza L’Aquila, doveva portare a casa il massimo del risultato. «Fui ricevuto dal Consiglio nazionale delle Camere di commercio», afferma, «che non esitò un solo istante ad attivarsi per far fronte alle esigenze del nostro territorio. In particolare, registrammo il contributo sostanzioso della Camera di commercio di Torino e del Comune di Milano, che donarono oltre un milione: fondi che sono serviti a realizzare i nuovi locali di Bazzano». Per mesi gli uffici camerali operarono nei container: «Prendemmo, poi, in affitto uno stabile nel Nucleo», sottolinea Rainaldi. «Furono mesi intensi, di grande lavoro e di raccordo. Mettemmo in piedi un’operazione di comunicazione e collegamento con l’esterno per attivare una serie di sinergie. Avevamo la necessità di far passare all’esterno un messaggio: il tessuto economico aquilano aveva bisogno di un sostegno importante. Non fummo lasciati soli».
Le immagini scorrono. Alcune, più dolorose di altre. «Rientrai nella vecchia sede a una settimana dal sisma», dice Rainaldi, «tra macerie, scaffali che erano venuti giù, interi archivi da rimettere a posto. C’erano carte e documenti ovunque. Ancora oggi, passando sotto i portici, rivolgo lo sguardo a quelle finestre. La sede istituzionale è ferma alla notte del 6 aprile 2009. Mi auguro che la Camera di commercio possa tornare presto nel luogo che più la rappresenta e che conserva decenni di storia di un ente prestigioso».
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