Ranalletta: senza tribunale la città soffrirà

23 Settembre 2021

Giovani avvocati in campo contro la chiusura. Il decano Casciere: «Non credo nella protesta popolare»

AVEZZANO. Gli spiragli per la salvezza del tribunale di Avezzano e di quelli di Sulmona, Vasto e Lanciano si fanno sempre più flebili con il passare del tempo. La proroga alla chiusura diventa sempre più un miraggio, con le pesanti conseguenze economiche e sociali che ne conseguono. Dopo il colpo di mano del presidente del Senato, la forzista Maria Alberta Casellati, imbeccata dal ministro della Giustizia Marta Cartabia, contraria da sempre a salvare i tribunali abruzzesi, che ha bloccato l’iter parlamentare per scongiurare la chiusura approvato in commissione da tutte le forze politiche, ora l'iter si fa più difficoltoso a causa dell'agenda parlamentare che vede altre priorità davanti alla questione abruzzese.
C'è chi fa un appello alle forze politiche e chi chiede a gran voce la mobilitazione popolare e non solo delle parti coinvolte direttamente. Il presidente dell’Associazione italiana dei giovani avvocati (Aiga) Luigi Ranalletta, lancia un grido d'allarme. «Il 14 settembre 2022 il tribunale di Avezzano verrà soppresso», sottolinea, «e a sopportare i maggiori costi per potersi difendere o per vedere riconosciuti i propri diritti saranno i cittadini, costretti a maggiori oneri per le spese legali, oltre a un grave e irreversibile danno che la Marsica subirà. Il valore degli immobili si abbasserà di un buon 30 per cento, con enorme danno per le famiglie che pagano il mutuo; i negozi e i locali pubblici subiranno una contrazione del fatturato edipendenti del tribunale, avvocati, utenti del sistema giustizia non affolleranno più il centro. Ben presto Avezzano diverrà una città dormitorio. La giustizia», conclude, «diverrà appannaggio di coloro che potranno permettersi di accedervi, con incremento delle ingiustizie sociali». L’avvocato Leonardo Casciere nell’invitare la comunità marsicana a «sostenere una battaglia di civiltà», avanza timori sulla effettiva risposta della popolazione: «Chi ha avuto esperienza in questo campo, si pone due quesiti», afferma Casciere: «vi sarà questa sollevazione popolare che il presidente Ranalletta sollecita? O ci troveremo, ancora una volta, davanti all’indifferenza generale, come nei tempi passati? Voglio sperare che i quesiti posti rimangano una mia supposizione “maligna”, ma non nutro troppa fiducia. Gli amici marsicani», conclude l’avvocato, «devono comprendere che il tribunale è anche degli avvocati, ma, soprattutto, è la loro garanzia di civiltà giuridica». (p.g.)