Ranalli fa appello a D’Alfonso: «Va salvato il Punto nascite»

SULMONA. Salvare il Punto nascita di Sulmona per non penalizzare l'intero territorio. Il primo cittadino Peppino Ranalli lancia un appello al presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, e...
SULMONA. Salvare il Punto nascita di Sulmona per non penalizzare l'intero territorio.
Il primo cittadino Peppino Ranalli lancia un appello al presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, e all’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, alla vigilia della cerimonia di posa della prima pietra dell’ospedale cittadino, in programma domani alle 11. «Un nuovo ospedale senza punto nascita» afferma il sindaco «non avrebbe senso, in particolare a Sulmona punto di riferimento, per le nascite, di un territorio vasto e articolato che arriva fino ai confini dell’Abruzzo, comprendendo l’intero Alto Sangro».
Oggi in Regione è in programma il tavolo tecnico per discutere le sorti dei punti nascita che, in Abruzzo, registrano meno di 500 parti all’anno. Strutture destinate allo smantellamento in nome del ridimensionamento imposto nel comparto della sanità.
Una situazione che il primo cittadino non concepisce e sollecita i vertici regionali a fare dietrofront.
Ranalli ribadisce la sua posizione.
«Non si può ragionare solo e soltanto con i numeri» sottolinea Ranalli «mantenere il punto nascita a Sulmona significa garantire uno sviluppo che non può prescindere dal mantenimento di alcuni presidi. Perdere il punto nascita per l’intero territorio rappresenterebbe una penalizzazione gravissima e anche la città perderebbe il suo ruolo».
Nell’ultimo anno sono stati poco più di trecento i nuovi nati all’ospedale di Sulmona, 130 in meno rispetto alla media degli ultimi anni, che aveva fatto registrare una crescita costante dal 2008 con 320 parti, 330 l’anno seguente e 420 nel 2010. (c.b.)
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