Ranalli: il Punto nascita si salverà

Il sindaco invia una lettera a D’Alfonso: deroga alla soglia dei 500 parti e potenziamento del reparto
SULMONA. Uno studio sulle nascite in proiezione dal 2015 al 2020, con reparto trasferito in un’altra ala dell’ospedale e dotato di nuovo personale e apparecchiature. Riparte da qui la battaglia in difesa del punto nascita sulmonese, col sindaco Peppino Ranalli che ha inviato una richiesta di incontro al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, per avviare la ricerca.
«Il nostro punto nascite non può essere giudicato in queste condizioni» spiega Ranalli «chiediamo da tempo nuovo personale e apparecchiature, oltre che il trasferimento in un’ala dell’ospedale più sicura e non la permanenza in quella vecchia. È chiaro che in queste condizioni le nascite siano andate decrescendo, ma ora devono metterci in condizioni di far lavorare al meglio il reparto e poi valutarlo». Il sindaco, dunque, inizia a combattere i numeri sfavorevoli al reparto, dove nell’ultimo anno risultano nei registri appena 247 nascite (aggiornate al 29 dicembre), meno della metà della soglia minima delle 500 previste per mantenere i reparti aperti nei vari ospedali. Sotto soglia in Abruzzo sono anche quelli di Atri, Ortona e Penne, che con quello di Sulmona sono finiti sulla lista nera dei 133 reparti sparsi nei vari ospedali italiani che non hanno i numeri necessari per garantire la sicurezza mamma-neonato. Nel reparto sulmonese, inoltre, si aggiunge l’elevato numero dei parti cesarei, la metà dei 328 nuovi nati del 2013. Il Comitato pro punto nascite, che sarebbe dovuto riunirsi ieri nella sede della Croce rossa, resta in attesa dell’incontro richiesto dal sindaco col governatore D’Alfonso. La riunione è quindi saltata. «Per noi resta determinante la nostra piattaforma di richieste» aggiunge Ranalli «e cioè la deroga alla soglia minima dei 500 parti annui, il trasferimento del reparto, l’invio di nuovo personale, l’attivazione della città delle mamme».
Federica Pantano
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