Ranalli: «L’Europa è una grande risorsa»

8 Febbraio 2020

Lezione speciale per gli studenti di Tagliacozzo con il giurista marsicano che lavora a Bruxelles

TAGLIACOZZO. È tornato nella sua Marsica per raccontare ai ragazzi la straordinarietà dell’Unione europea. Ha parlato a lungo delle opportunità riservate ai giovani per viaggiare e conoscere lingue e culture diverse. E poi, prima di salutarli con un simpatico quiz, ha consigliato loro di studiare e di formarsi per trovare un giorno le porte aperte in Europa. Roberto Ranalli, giurista della direzione generale Connect di Bruxelles, è originario di Collarmele, si è formato al Liceo classico di Avezzano, ma da anni vive in Belgio, dove lavora e ha messo su famiglia. Grazie all’invito della dirigente scolastica Patrizia Marziale ieri è arrivato alI’Istituto tecnico economico per il turismo “Andrea Argoli” di Tagliacozzo.
«Se facciamo un confronto tra gli Stati Uniti e l’Europa si capisce subito che è più facile gestire la prima», ha spiegato Ranalli rispondendo alle domande dei ragazzi, «ha un’unica guida, un’unica cultura, mentre l’Europa è qualcosa di costruito dalla voglia di mettersi insieme, unendo 28 culture, 28 realtà, 28 Stati. È chiaro che ci sono delle diversità perché un finlandese ha un modo opposto di pensare rispetto all’italiano o allo spagnolo». Gli studenti dell’Argoli hanno chiesto informazioni sui fondi comunitari, sulla lingua e sulle prospettive di inserimento di un giovane all’interno delle strutture dell’Unione europea. «L’Europa è una grande risorsa», ha continuato Ranalli, «è chiaro che ci sono molte opportunità da sfruttare. Se pensiamo ai fondi strutturali e a quanta economia creano ci rendiamo conto delle risorse dell’Ue. La Spagna 10 anni fa non aveva una rete ferroviaria o una rete viaria così moderna e ben strutturata. Quando sono entrati nell’Unione europea non avevano nulla, ma hanno avuto la possibilità di programmare gli interventi, ottenendo i fondi e spendendoli tutti fino all’ultimo centesimo. Cosa che spesso l’Italia non riesce a fare. Molte aziende che anni fa si sono insediate nel nucleo industriale di Avezzano o in quello di Carsoli lo hanno fatto proprio perché avevano fondi a disposizione. È chiaro che per farle restare o per farle crescere serve anche un impegno dell’imprenditore stesso e della politica locale. Il parlamento europeo è aperto, venite a vedere da vicino cosa si fa in Europa».
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