Ranalli: lo Iat non chiude Ufficio turistico potenziato

5 Luglio 2015

Riforma della Regione criticata da una guida che si fa portavoce del malcontento «Il periodo è sbagliato, perché cambiare alla vigilia della Giostra cavalleresca?»

SULMONA. La chiusura della sede dello Iat, l’ufficio turistico regionale, in corso Ovidio, non preoccupa il sindaco Peppino Ranalli, che rilancia col potenziamento dello sportello comunale a palazzo dell’Annunziata. «La riforma degli uffici turistici regionali non peserà sulla nostra città», avverte Ranalli, «dal momento che stiamo pensando di implementare il personale dell’ufficio turistico regionale con quello dello Iat chiuso. Non parlerei, dunque, di ennesima spoliazione, ma mi concentrerei di più sulla nuova possibilità da ricavarne per la nostra città». L’ufficio Iat ha chiuso i battenti il 25 giugno scorso, anche se la riforma del sistema turistico regionale era in atto da tempo. Nessuno, però, credeva che si partisse da quello di Sulmona in piena estate e a ridosso della Giostra cavalleresca, uno degli eventi clou del turismo sulmonese. Sulla stessa lunghezza d’onda del sindaco, l’assessore comunale ai Servizi, Stefano Goti. «La razionalizzazione del servizio è dovuta all’unificazione del dipartimento regionale della cultura con il dipartimento regionale del turismo», spiega Goti. «Con il servizio di back office sarà potenziato l’ufficio di palazzo Mazara e con quello di sportello saranno implementate le offerte dell’ufficio turistico comunale dell’Annunziata che farà un salto di qualità. Per questo, ribadisco che non si tratta di una sottrazione dal momento in cui prossimamente l’ufficio turistico acquisirà anche la denominazione dello Iat, con apposito marchio». Intanto, nell'attesa della riorganizzazione degli uffici, le dipendenti dello Iat sono state dirottate nella sede regionale dell'Agenzia per la promozione culturale. In più, in base alla riforma in atto, i dipendenti regionali che lavorano negli uffici cittadini dovranno garantire a turno l'apertura degli sportelli turistici dell'Alto Sangro, precisamente quelli di Pescocostanzo, Rivisondoli e Roccaraso. Una scelta che ha comunque scatenato polemiche in città, con Gilda Molinaro, una delle guide turistiche che collaborava con lo Iat, che si è fatta portavoce del malcontento degli addetti ai lavori. «Tutto questo è accaduto dall’oggi al domani e in periodo pre Giostra cavalleresca», avverte, «al danno la beffa. Molti i risvolti negativi per gli operatori del settore dovuti alla perdita di contatti già avviati con agenzie, associazioni e tour operator».

Federica Pantano

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