Ranalli sotto scacco Gerosolimo lancia la sfida

I quattro consiglieri fedeli all’assessore regionale confermano il no al sindaco Nel mirino anche i socialisti: non vogliamo poltrone ma solo il bene della città
SULMONA. Non negano di aver partecipato a incontri con il sindaco per sostenere la sua amministrazione ma sottolineano le contraddizioni e il «ravvedimento un po’ tardivo» del primo cittadino. Messi sotto accusa per aver garantito prima l’appoggio all’amministrazione e poi di essersi frettolosamente defilati, ora spiegano i motivi della loro strategia politica. Sono i quattro consiglieri comunali che hanno giurato fedeltà all’assessore regionale Andrea Gerosolimo. Nel rinnegare l’accordo sancito con una stretta di mano in piena notte tra il sindaco e l’assessore regionale, Daniele Del Monaco, Gianfranco Di Piero, Alessandro Pantaleo e Luigi Santilli prendono definitivamente le distanze dall’amministrazione guidata da Peppino Ranalli, invitandolo a farsi da parte. «Ranalli all’epoca aveva fortemente osteggiato la candidatura e l’elezione di Gerosolimo, arrivando, in più di una circostanza, a minacciare le sue dimissioni dal partito e dalla carica di sindaco», affermano i quattro. «Addirittura, qualche giorno prima che il presidente D’Alfonso ufficializzasse l’ingresso di Gerosolimo nella giunta regionale, il sindaco Ranalli si rendeva promotore di un disperato tentativo per evitare tale investitura. Oggi prendiamo atto della sopravvenuta conversione del sindaco. Più volte, la maggioranza consiliare si è avvalsa del contributo di questa minoranza», sottolineano i quattro. «Oggi, di fronte a una maggioranza dilaniata da lotte intestine e a una giunta che non è in grado di affrontare i gravissimi problemi che assillano Sulmona e che è arrivata a toccare momenti di feroce polemica anche con l’apparato amministrativo del Comune, siamo di fronte alla totale paralisi che si ripercuote sugli interessi della città».
Quindi il mirino si sposta sui socialisti che, per bocca del loro segretario cittadino hanno accusato Gerosolimo di perseguire una politica camaleontica. «In questo clima di confusione, genera caos e imbarazzo la sortita del portavoce del Partito socialista Franco Pingue, con il suo paternalistico richiamo al “bene di Sulmona”.È opportuno», insistono, «ricordare allo sprovveduto portavoce che il bene della città può anche prescindere dall’accaparramento delle poltrone a vantaggio del suo partito. Di contro», concludono i quattro consiglieri, «questa minoranza, in ogni circostanza ha mostrato il suo disinteresse rispetto a poltrone e incarichi».
Sui socialisti è intervenuto anche lo stesso Gerosolimo, il quale, dopo aver ribadito che il suo unico interlocutore è il segretario regionale del Pd Marco Rapino, se la prende con chi l’ha accusato di essere un camaleonte. «Le esternazioni di Franco Pingue, costantemente sconnesso rispetto alla realtà politica cittadina, come peraltro dimostrano sistematicamente i suoi risultati elettorali», afferma Gerosolimo, «mi lasciano sconcertato e amareggiato. Camaleontico è l’atteggiamento di colui che raccoglie voti da una parte e li trasferisce, per esclusivi interessi di bottega, dalla parte opposta. Questo è ciò che ha fatto Pingue quando ha raccolto voti in contrapposizione al sindaco Ranalli per poi entrare nella sua maggioranza in cambio della poltrona di vicesindaco». Intanto il portavoce del movimento politico Sbic, nel ribadire la richiesta di dimissioni da parte del sindaco ha annunciato che «il loro esponente in consiglio non parteciperà a nessun giochetto politico e che non si dimetterà».
Claudio Lattanzio
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