Rapid-test, ora la Regione diffida i sindaci

29 Marzo 2020

I Comuni di Cerchio, Aielli e Prezza “invitati” a sospendere l’utilizzo dei kit acquistati per gli esami

CERCHIO. Rapid-test per i cittadini: arriva la diffida. La Regione Abruzzo, con una nota inviata al Comune di Prezza, e così come accertato dal Centro anche a quelli di Cerchio e Aielli, ha chiesto «di sospendere ogni attività avviata in tal senso».
Nei giorni scorsi i tre Comuni hanno annunciato ai loro concittadini di aver acquistato 3.400 kit (1.700 Cerchio, 1.000 Aielli e 1.000 Prezza) che permettono di individuare nel sangue gli anticorpi specifici del Covid-19 prodotti dall’organismo in presenza del virus. Il giorno dopo la diffusione, da parte della a Regione, della posizione del direttore Claudio D’Amario (area prevenzione sanitaria del ministero della Salute), secondo il quale «il falso positivo del test sierologico potrebbe creare perfino procurato allarme», è arrivata la diffida a firma del dirigente del dipartimento Sanità, servizio della prevenzione e tutela sanitaria. «L’effettuazione dei test diagnostici per il coronavirus è̀ disciplinata dalla circolare ministeriale 6337 del 27 febbraio 2020», è spiegato nella nota inviata dalla Regione, «il 18 marzo scorso il comitato tecnico- scientifico del ministero della Salute ha rappresentato che «ritiene doveroso specificare che, a oggi, i test basati sull’identificazione di anticorpi diretti verso il virus Sars-Cov 2 non sono in grado di fornire risultati sufficientemente attendibili e di comprovata utilità per la diagnosi rapida nei pazienti che sviluppano Covid-19. E che non possono sostituire il test classico basato sull’identificazione della Rna virale nel materiale ottenuto dal tampone rino-faringeo». Da qui la diffida nel proseguire in tale iniziativa sospendendo ogni attività avviata in tal senso».
Intanto ieri il primo cittadino di Cerchio, Gianfranco Tedeschi, ha inviato una segnalazione al prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, al presidente della Regione, Marco Marsilio, e poi alla Procura della Repubblica e alla Finanza. «Da parte mia non c’è alcuna sfida nei confronti della Regione, con la quale c’è anzi una reale collaborazione», ha precisato Tedeschi.
«E non sono neppure responsabile di un procurato allarme. Mi trovo a dover rispondere a D’Amario senza avere mai ricevuto nessuna comunicazione dallo stesso. Nel merito dei test il Comune di Cerchio dopo l’apertura del Coc ha richiesto di acquistare 1.700 kit con l’unico obiettivo di monitorare la situazione coronavirus nel territorio». (e.b.)
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