Rapimento inventato, 26enne nei guai

La vicenda portò all’arresto di tre persone, ora il colpo di scena. Il pakistano che le accusava è indagato per calunnia
L’AQUILA. Da vittima a indagato: è accusato di calunnia continuata e violazione di domicilio l’operaio pakistano che nel novembre dello scorso anno aveva fatto arrestare tre aquilani ritenuti colpevoli di sequestro di persona e rapina. Nei guai erano finiti Francesca Sbaffo, studentessa 36enne di Scoppito, Fabio Lorenzetti (25), operaio di Arischia, e Giulio Manuel Cocuzzi (38).
Stando all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Baldovino De Sensi, su richiesta del sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli, titolare dell’inchiesta, il gruppo, alla fine dell’estate 2021, in poco più di 24 ore, avrebbe commesso una serie di gravi reati ai danni di A.A., 26enne, che, con il pretesto di ricevere una prestazione sessuale da parte dell’unica donna della banda, era stato attirato in un’abitazione, dove avevano fatto irruzione due uomini che lo avevano minacciato di morte e rinchiuso in una stanza. Dopo averlo privato degli effetti personali e della carta bancomat, avevano prelevato dagli sportelli automatici oltre mille euro. Queste le accuse. Il colpo di scena è arrivato con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari del 9 settembre scorso emesso dal pm Ciccarelli che ha contestato all’operaio pakistano i reati di calunnia continuata ai danni dei tre e violazione di domicilio ai danni della sola Sbaffo.
«I fatti», fa sapere il legale di Francesca Sbaffo, Fabio Cassisa, «non corrispondevano a verità, atteso che i prelevamenti erano stati fatti di comune accordo tra la Sbaffo e A. e che Lorenzetti e Cocuzzi erano intervenuti solo nella tarda serata del 7 settembre dello scorso anno, chiamati dalla Sbaffo per cacciare fuori l’indagato che non voleva lasciare l’abitazione. Quanto, invece, al reato di violazione di domicilio ai danni della sola Sbaffo, il cittadino pakistano», aggiunge Cassisa, «viene ora indagato perché entratovi su invito della proprietaria si tratteneva poi per un’intera giornata contro la volontà della medesima nella sua abitazione rifiutandosi di uscire nonostante i ripetuti inviti a farlo da parte della Sbaffo ed anzi reagendo con violenza sulle cose e sulle persone». (f.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

