Rapina al bancomat, incriminato albanese

7 Marzo 2019

Tempi lunghi per l’udienza preliminare visto che l’uomo dev’essere estradato per potersi difendere

L’AQUILA. Fissata per il 26 giugno, dal gup Guendalina Buccella l’udienza preliminare a carico di un albanese di 25 anni, Athanas Xhuveli, accusato di una rapina commessa ben 6 anni fa, al Torrione.
I tempi biblici per la fissazione dell’udienza sono causati dal fatto che l’uomo va estradato, per cui ci sono procedure lente che non agevolano i tempi della giustizia. Per poterlo mandare a giudizio, infatti, è necessario che l’imputato sia presente per potersi discolpare.
Nella stessa vicenda era implicato anche un altro albanese, presunto complice del giovane, ma è stato assassinato tempo fa nel suo Paese.
Il sospettato, in particolare, è accusato di aver afferrato una donna aquilana per i capelli e di averla colpita ripetutamente con calci e pugni facendola finire a terra. Lo scopo era di sottrarle il portafogli con 200 euro, soldi che la donna aveva prelevato dal bancomat della Bper in via De Gasperi al Torrione.
Il fatto, avvenuto il 28 febbraio del 2013, suscitò indignazione, non tanto per le conseguenze patite dalla donna aggredita, visto che riportò ferite guaribili in una settimana, quanto per le modalità violente.
A corroborare le indagini della polizia sull’identificazione dei due rapinatori anche il riconoscimento dei giubbotti da loro indossati fatto da alcuni testimoni e dalla rapinata stessa. Attraverso l'ausilio dell’Interpol, del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e dell’Ufficio di Collegamento Italiano Interforze in Albania, la polizia ha infine identificato compiutamente i due albanesi, entrati in Italia con regolare passaporto e documenti di espatrio rilasciati dalle autorità del loro Paese. Dall’analisi degli ingressi in Italia degli albanesi si determinò che gli stranieri, il giorno della rapina, si trovavano in Italia.
Determinante anche l’attività di acquisizione e analisi dei tabulati dei telefoni mobili in uso ai sospettati, che hanno premesso di rilevare la loro presenza in città nel giorno della rapina.
La parte civile è rappresentata dall’avvocato Francesco Rosettini.
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