Rapina in casa, presto i due identikit
All’esame le impronte lasciate dai banditi e l’individuazione dei cellulari. Il consigliere D’Angelo: vertice con le istituzioni
L’AQUILA. Non sarà facile catturare i tre banditi che hanno assaltato la casa di Mario Colabianchi, picchiato da loro dopo che li aveva scoperti quando già avevano messo la casa a soqquadro.
LE INDAGINI. Ma qualche carta in mano i carabinieri ce l’hanno. A cominciare dall’identikit, che è in fase di realizzazione, dei due che hanno aggredito il residente di Aragno. Egli stesso ha fornito degli spunti: giovani di circa 30 anni, capelli, neri, uno alto l’altro più basso, entrambi con chiaro accento dell’Est, con tratti somatici che sono stati descritti in modo da poter fare una ricostruzione dei loro volti e compararli con le foto segnaletiche di indagati o pregiudicati. I due, infatti, erano a volto scoperto. Ci sono poi indagini di polizia scientifica visto che i malviventi hanno lasciato delle tracce e occorrerà vedere anche se il sangue a terra è solo di Colabianchi. Inoltre si potranno individuare i cellulari degli aggressori acquisendo i dati delle centraline telefoniche che insistono in quella zona.
Non va dimenticato che quella area, e posti limitrofi, sono infestati da bande di malviventi, per lo più straniere, da anni. I ladri sono stati anche fortunati in quanto sono riusciti a dileguarsi con un magro bottino aiutati dal buio, nonostante una battuta fatta nella zona da un buon numero di carabinieri. Più difficile trovare il terzo complice che li aspettava con l’auto.
INIZIATIVE. Il consigliere comunale Daniele D’Angelo, amico di Colabianchi, anche in forza della sua veste, si propone di contattare le istituzioni al più presto per studiare, una volta per tutte, qualche rimedio sensato. «Qui», dice il consigliere comunale in riferimento alle frazioni, «ogni mese succede qualcosa. Quattro anni fa due malviventi aggredirono i miei nonni di 85 anni nel tentativo di rubare pochi spicci».
POPOLO DEL WEB. Sorprende, ma fino a un certo punto data l’esasperazione della gente contro la criminalità, il numero di commenti sul web su questa vicenda: Se ne contano per ora almeno 500. Quasi tutti adoperano parole che si riassumono con la frase «Basta con questo far west»; ma c’è anche chi come Jessica è certa che si tratti degli stessi ladri che una settimana fa sono entrati nella case dei suoi genitori. Demoralizzato l’avvocato penalista Amedeo Ciuffetelli. «Non verranno mai trovati e se non fosse stato per il clamore mediatico e le lesioni al malcapitato non sarebbero stati nemmeno cercati. Qualora fossero trovati saranno difesi con patrocinio a spese dello Stato, ovvero i loro avvocati saranno pagati da noi. Il diritto della difesa è sacro ma difetta il controllo del territorio».
Le indagini sono affidate ai carabinieri della stazione di Assergi, diretta dal maresciallo Giorgio Liaci e seguite dal maggiore Luigi Balestra che comanda la Compagnia.
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