Rapina in sala giochi: arrestati in tre

Si tratta di giovani aquilani cui sono contestati anche due colpi a vuoto: a un ristorante cinese e alla tabaccheria di Sant’ Elia
L’AQUILA. Sono tre aquilani i presunti responsabili della rapina alla sala giochi Battistelli, a Pile, il 18 marzo scorso, che fruttò 8.500 euro in banconote a 2mila in ticket relativi alle vincite delle slot. Si tratta di Stefano Facchinei, di 37 anni e Igor Rossi (24). Ai due, insieme a Marco Parisse (35) sono attribuiti anche due colpi andati a vuoto. Sono stati posti ai domiciliari dopo essere stati incastrati dalla squadra Mobile che ha anche recuperato un’ascia e un coltello utilizzati per assaltare i vali locali. Secondo la polizia i tre, che hanno usato metodi violenti e inusuali mai riscontrati in città, erano alla spasmodica ricerca di soldi per pagare una partita di cocaina che, presa a Roma, avrebbero dovuto vendere in zona. Ma questo è un filone investigativo da definire e ancora non contestato.
Sta di fatto che il giorno dopo l’assalto fatto da Facchinei e Rossi, Parisse si è presentato alla sala giochi nel tentativo di negoziare alcuni ticket provento di rapina. A Facchinei e Rossi è anche contestato il porto abusivo d’armi, ovvero l’accetta e un grosso coltello da cucina.
I tre sono accusati anche del colpo andato a vuoto al ristorante cinese “Nuovo Impero”. Anche lì si sono introdotti incappucciati e armati di coltello: uno ha minacciato la moglie del titolare e l’altro si è diretto verso la cassa non riuscendo ad aprirla. Le urla della donna cinese e l’arrivo del proprietario, che ha avuto una colluttazione con i malviventi, li hanno indotti a fuggire.
Poi c’è stata la tentata rapina ai danni della tabaccheria a Sant’Elia in via Specchio. Il titolare si è rifiutato di consegnare soldi e ha subito riconosciuto uno dei banditi, Igor Rossi, giunto lì con l’auto di Facchinei. Rossi, vistosi perso, ha detto che si trattava di uno scherzo, ma non ci ha creduto nessuno. Le indagini della Mobile, diretta da Tommaso Niglio, hanno avuto buon gioco anche per il fatto che il titolare della sala giochi, sulla scorta di una ricognizione fotografica, ha riconosciuto Facchinei e ha raccontato che la sera successiva ha notato la presenza di due persone che si comportavano in modo strano. Uno dei due, con vistosi capelli tinti di arancione, ha pronunciato queste parole: «Che ci hanno mandato a fare qua?». Insospettito, il commerciante ha seguito la coppia vedendola salire su una Fiat 600 azzurra identica a quella usata dai rapinatori la sera prima. A quel punto è stato tutto relativamente agevole. Le intercettazioni hanno completato il quadro indiziario con gli arresti firmati dal gip Mario Cervellino su richiesta del pm Guido Cocco. I tre sono assistiti dagli avvocati Alessandra Spadolini, Francesco Valentini, Massimo Costantini.
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