L'AQUILA

Rapinano e picchiano un venditore di kebab, minorenni tunisini arrestati

Lo scorso agosto in quattro, in possesso hashish, hanno rubato l'incasso e picchiato un esercente in pieno centro

L'AQUILA. Arrestati dalla Squadra Mobile di L’Aquila, per rapina aggravata in concorso e detenzione in concorso di sostanze stupefacenti, due minorenni, entrambi tunisini, uno del 2006 e l’altro del 2007, domiciliati nel capoluogo, in esecuzione dell’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di L’Aquila su richiesta della Procura  per i Minorenni di L’Aquila: per uno è stata applicata la misura cautelare del carcere e per l’altro la misura cautelare del collocamento in comunità.

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I due, in concorso con due complici (uno maggiorenne ed identificato, l’altro in corso di identificazione), si sono resi responsabili, lo scorso 28 agosto, di una violenta rapina ai danni del titolare di un esercizio commerciale di somministrazione e vendita di “kebab” del centro cittadino.

In particolare, dopo che il titolare li aveva sorpresi tutti e 4 nel bagno dell’esercizio commerciale in possesso di un panetto di hashish, all’invito di questi di lasciare il locale, due di loro lo colpivano al volto ed in varie parti del corpo causandogli ecchimosi e ferite, gli altri due ne approfittavano per impossessarsi del suo telefono cellulare e di una giacca della vittima all’interno della quale era contenuto parte dell’incasso pari a euro 1.000 in banconote di vario taglio. Uno dei due minori, inoltre, al fine di garantire la fuga del gruppo lo minacciava “di dare fuoco al locale”.

Uno dei minorenni, con pregiudizi di polizia per  lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, tentata rapina, estorsione e minacce, è stato associato presso un istituto penitenziario minorile di Bari. Nel corso dell’esecuzione della misura gli è anche stato notificato un provvedimento di Dacur (Divieto di accesso alle aree urbane) anche detto Daspo urbano emesso nei suoi confronti dal questore di L’Aquila in data 27.09.2023 in aggiunta ad un altro provvedimento di Dacur emesso  a suo carico nelle scorse settimane.

L’altro minore è stato associato ad una comunità protetta in provincia  di Pescara.