Rapinato e ucciso, confermate due condanne

14 Dicembre 2022

Il delitto di Castel di Sangro: sentenza della Cassazione. Nuovo processo per il complice pentito

CASTEL DI SANGRO. Per rubargli il denaro che custodiva in casa, massacrarono di botte un anziano di Castel di Sangro, che morì qualche mese dopo per le conseguenze dei colpi subiti. Per quel delitto tre romeni Dinu Ursan, di 34 anni, Adrian Simon, 41enne, e Aurel Ilovan, di 37 anni, sono stati condannati in primo grado all’ergastolo i primi due e a 10 anni di reclusione il terzo. Sentenza che era stata parzialmente riformata in sede di Corte d’Assise d’Appello ma solo per Ursan e Simon, condannati a 26 anni di carcere. Mentre per Ilovan, i giudici della Corte d’Asse d’Appello confermarono i 10 anni di carcere. Su ricorso dei difensori dei tre imputati, la vicenda è quindi finita davanti ai giudici della Corte suprema i quali hanno confermato la sentenza di condanna a 26 anni per Ursan e Simon, accogliendo il solo ricorso di Ilovan che ora dovrà sostenere un nuovo processo mentre per i suoi compagni, i giudici di Cassazione, hanno messo la parola fine. Per quanto riguarda Ilovan, la Cassazione lo ha ritenuto responsabile di concorso in tentata rapina e di concorso anomalo nell’omicidio con rinvio per un nuovo giudizio su questi capi d’imputazione davanti ai giudici della Corte di Appello di Perugia. I fatti fanno riferimento alla sera del 3 giugno del 2017 quando i tre romeni fecero irruzione nell’abitazione di Domenico Di Luia, 79enne di Castel di Sangro, con l’intento di derubarlo. Ma una volta scoperti, Ursan e Simon (Ilovan era rimasto fuori l’abitazione a fare da palo) si scagliarono contro l’anziano, colpendolo ripetutamente con calci e pugni, lasciandolo agonizzante a terra, per poi fuggire dopo aver sottratto alcuni oggetti in oro di modesto valore. Ilovan, però, ebbe un ripensamento, forse consapevole della gravità dell’azione criminale portata a termine. Poche ore dopo, infatti, si presentò dai carabinieri di Castel di Sangro per raccontare il fatto, fornendo i dati dei due complici e soprattutto indicando l’abitazione dove il reato era stato commesso. L’anziano morì il 26 ottobre del 2017 in una clinica di Bolognano dove era stato ricoverato. L’autopsia confermò che la morte era da ricondurre alle gravi lesioni riportate nell’aggressione. (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.