Rapine in tabaccheria e sala giochi, due giovani finiscono in carcere

In un caso avevano anche minacciato un bambino con una pistola. Portati nel carcere di Frosinone, devono scontare rispettivamente 4 anni e 11 mesi e di 1 anno e 6 mesi di reclusione
AVEZZANO. La polizia di Avezzano ha dato esecuzione a due provvedimenti di detenzione in carcere a carico di un 30enne e un 29enne, entrambi di Avezzano e appartenenti alla locale comunità rom. Le ordinanze sono state emesse dalla procura generale della Corte d'Appello di L'Aquila in esecuzione di condanne definitive a carico dei due, riconosciuti colpevoli della commissione di due rapine, consumate qualche anno fa, in danno di una sala giochi e di una tabaccheria della cittadina marsicana. In quest'ultimo caso i malviventi, senza alcuno scrupolo, avevano anche minacciato con una pistola un bambino che si trovava nell'esercizio commerciale insieme al proprietario.
Subito dopo le attenzioni degli investigatori erano state rivolte nei confronti dei due, i quali nei giorni precedenti alla commissione delle rapine avevano effettuato dei "sopralluoghi" all'interno degli esercizi commerciali unitamente ad altre tre persone, di cui due appartenenti al medesimo gruppo Rom e un uomo di origine siciliane, ma residenti ad Avezzano e tutti gravati da precedenti di polizia. L'individuazione del gruppo criminale è stato possibile grazie alle immagini delle telecamere presenti negli esercizi commerciali e nelle zone limitrofe ai luoghi dove erano stati commessi i reati. Nel corso delle successive indagini, portate avanti anche con intercettazioni e perquisizioni, sono state raccolte numerose prove, che facevano ricadere la responsabilità sul gruppo e tali da consentire alla procura della Repubblica di Avezzano di chiedere ed ottenere dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano delle misure cautelari nei confronti di tutti i soggetti coinvolti e di reggere l'accusa in tutte le fasi dibattimentali fino alla condanna definitiva. Al termine degli adempimenti di rito, gli arrestati sono stati portati nel carcere di Frosinone per scontare, rispettivamente, la pena residua di 4 anni e 11 mesi e di 1 anno e 6 mesi di reclusione.

