Rapine in villa, condannati due fratelli

Accusati del colpo dall’architetto Scoccia: 7 anni ciascuno. I complici causarono un incidente mortale
AVEZZANO. Avevano rapinato un architetto nella sua villa e provocato un incidente mortale nella fuga, in cui perse la vita una studentessa di 25 anni. Ora due componenti di quella banda che aveva terrorizzato la Marsica sono stati condannati dal tribunale di Avezzano, entrambi a 7 anni di reclusione. Si tratta di Qatip Meta, 34 anni, albanese, prima latitante, poi arrestato, e il fratello Ylli Meta (25). Dovevano rispondere di rapina aggravata, lesioni, porto di armi non autorizzato e sequestro di persona. Un terzo complice ha scelto il rito abbreviato, mentre il quarto componente della banda è morto.
I fatti risalgono al gennaio 2013. Gli imputati, per l’accusa, furono i protagonisti della rapina in una villa di Alba Fucens, frazione di Massa d’Albe. Quattro persone fecero irruzione durante la notte nella villetta, minacciarono il proprietario, presero i soldi e fuggirono. Un bottino misero, quello fruttato ai criminali che si erano anche impadroniti della Ford Fiesta del proprietario di casa, l’architetto Carlo Scoccia. Il colpo sfociò in tragedia e costò la vita a Maria Elena Petruccioli, una studentessa di Terni, e a un altro rapinatore. La ragazza infatti si trovò sulla via di fuga di due dei malviventi che, nell’intento di seminare la gazzella dei carabinieri lungo la Flaminia, causarono l’incidente mortale. I due fratelli Meta non erano nella macchina perché si nascosero nella Marsica in attesa che si calmassero le acque. A guidare i carabinieri verso gli albanesi che componevano la banda erano stati i rilievi eseguiti sul luogo della rapina dai militari del reparto operativo del comando provinciale dell’Aquila, mentre i militari della compagnia di Tagliacozzo si occuparono di ricostruire vita, passato e legami della banda. I due fratelli, difesi dall’avvocato Antonio Milo, sono stati condannati dal collegio del tribunale di Avezzano composto dal presidente Camilla Cognetti e dai giudici al latere Marianna Minotti e Paolo Lepidi. Il pubblico ministero era il sostituto Elisabetta Labanti. La difesa ha annunciato che presenterà ricorso Appello.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

