Rave party all’ex fabbrica Scattano le prime denunce
RAIANO. Non si placano le attività da parte dei carabinieri per risalire agli organizzatori del rave clandestino di Halloween, che si è tenuto nel capannone dell’ex Saba a Raiano.In particolare, tra...
RAIANO. Non si placano le attività da parte dei carabinieri per risalire agli organizzatori del rave clandestino di Halloween, che si è tenuto nel capannone dell’ex Saba a Raiano.
In particolare, tra i circa 300 ragazzi provenienti da tutta Italia, che si sono dati appuntamento nella fabbrica dismessa, sono state emesse diverse denunce per vari reati, tra cui la violazione di proprietà privata e il possesso di sostanze stupefacenti. I numeri sono ancora in corso di valutazione da parte dei militari dell’Arma. Gli interventi sono stati messi in atto dai carabinieri, che hanno presidiato la zona dalle prime ore del mattino di martedì, sino al tardo pomeriggio di ieri. Tra i fermati ci sarebbe anche un cittadino di nazionalità brasiliana, che al momento potrebbe non avere i documenti necessari a rimanere in Italia. Per questo sono in corso accertamenti da parte dei militari sulla sua condizione. Non è escluso che il giovane possa essere espulso dall'Italia e rimpatriato nelle prossime ore. Al momento non è neanche escluso che durante il rave qualche ragazzo si sia sentito male, molto probabilmente a causa di abuso di alcool o di altre sostanze e trasportato dagli amici al pronto soccorso di Sulmona.
Intanto, la zona che ospitava la fabbrica di mattonelle, chiusa da oltre 10 anni, sta lentamente tornando alla normalità e anche gli ultimi partecipanti al rave sono andati via.
L’evento ha scatenato più di qualche polemica nel centro peligno, dove in molti hanno osservato la presenza di ragazzi, in evidente stato di alterazione, deambulare lungo il perimetro dell’ex fabbrica o cercare di risalire nelle macchine o nei camper per cercare qualche ora di riposo. Mentre altri erano fermi lungo il ciglio delle strade di collegamento, in attesa di qualche passaggio parte degli altri partecipanti. Sulla questione c'è stato anche l'intervento del sindaco di Raiano, Marco Moca, che si è chiesto come sia stato possibile che centinaia di giovani si siano ritrovati a utilizzare a loro piacimento un locale di proprietà privata, senza che nessuno si sia accorto di nulla. Molto probabilmente a giocare a favore degli organizzatori del rave, la posizione isolata dalla ex ceramica Saba e il fatto che l’accesso al capannone può essere effettuato da due strade differenti. Inoltre, per accedere all'area, i partecipanti non solo hanno forzato i cancelli, ma abbattuto anche una parte della recinzione sul retro della ex fabbrica.
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