Razzie dei figli dell’orsa Gemma

23 Settembre 2014

Nuove incursioni nella zona dove è stato ucciso il plantigrado

PETTORANO SUL GIZIO. Continuano senza sosta le incursioni degli orsi. Ieri altre due visite nelle case e nei pollai di Vallelarga, con un’incursione anche nella vicina zona dove il plantigrado ha ripulito il pollaio di un agriturismo. Secondo il direttore della Riserva del Monte Genzana si tratterebbe dei figli di Gemma, l’orsa confidente che staziona a Scanno. Sarebbero almeno cinque gli esemplari osservati dagli addetti della Riserva negli ultimi due anni, tre dei quali, avevano scelto di rimanere nel territorio di Pettorano ricco di pollai e di polli delle cui interiora sono golosissimi i figli di Gemma, che la loro madre procurava nel corso delle sue frequenti scorribande nelle stalle di Scanno e dintorni. «Qui ci troviamo in una vera e proria emergenza», ribadiscono i residenti delle frazioni di Pettorano, «Riserva, Parco e anche il Comune continuano a far finta di niente, anche dopo l’uccisione dell’orso. Gli altri due plantigradi continuano a far razzia nei nostri pollai». Provvedimenti che chiedono anche gli aderenti alla nuova associazione che si è costituita nei giorni scorsi, “Dalla parte dell’orso”. «Chiediamo una task force che in 48 ore assuma poteri speciali», sottolinea il promotore Mimì D’Aurora, «anche in deroga alle leggi sanitarie per allontanare gli orsi, ad esempio, tramite la creazione di mangiatoie fuori dai centri abitati per riportarli a poco a poco all’interno della Riserva e del Parco nazionale e lontano dalle case». Intanto da ieri mattina i reperti sequestrati nella casa di Tonino Centofanti, l’operaio reo confesso di aver sparato all’orso trovato morto nelle campagne di Pettorano, sono arrivati all’Istituto zoo profilattico di Grosseto per essere analizzati e comparati con i pallettoni e i resti organici trovati nella carcassa e nello stomaco dell’orso preso a fucilate.

Claudio Lattanzio

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