Realizzano il Palaghiaccio su un’area andata all’asta

PESCOCOSTANZO. Partecipa a un’asta e si aggiudica alcuni terreni ma scopre che su uno di questi è stato realizzato il Palaghiaccio (una struttura all’aperto) di Pescocostanzo. Ora l’attuale...
PESCOCOSTANZO. Partecipa a un’asta e si aggiudica alcuni terreni ma scopre che su uno di questi è stato realizzato il Palaghiaccio (una struttura all’aperto) di Pescocostanzo. Ora l’attuale proprietario di quei terreni si è rivolto al giudice del tribunale di Sulmona per avere al più presto possibile la disponibilità dell’area alla luce del fatto che ne è il legittimo proprietario. Una vicenda davvero paradossale quella che si trova ad affrontare l’amministrazione comunale di uno dei borghi più belli d’Italia ma che potrebbe costare molto alla collettività di Pescocostanzo e agli appassionati di pattinaggio, perché se il giudice dovesse accogliere la richiesta del proprietario, il Comune si troverebbe senza uno degli impianti sportivi a servizio del paese e dei turisti.
All’origine del contenzioso c’è prima il mancato esproprio, da parte del Comune, dei terreni sui quali è stato realizzato il Palaghiaccio negli anni 70-80 e poi l’acquisizione delle stesse aree quando la ditta ha consegnato le chiavi della struttura al Comune. Negli anni, infatti, la ditta è fallita e tutte le sue proprietà, tra le quali figurava il terreno del Palaghiaccio, sono state vendute all’incanto. Ma il sindaco Roberto Sciullo si dice fiducioso di poter arrivare presto a una composizione bonaria del contenzioso giudiziario.
«Una dimenticanza, che risale al passato, ha provocato questa situazione», sottolinea il sindaco di Pescocostanzo. «Un caso scoperto un paio di anni fa proprio dalla nostra amministrazione comunale. Credo che non cii dovrebbero essere problemi perché il possesso ci è stato già riconosciuto dal tribunale di Sulmona. Per quanto riguarda la proprietà se non si riesce ad arrivare ad una composizione bonaria, si andrà a giudizio». Nel frattempo per risolvere il contenzioso il Comune ha dovuto affidare l’incarico legale all’avvocato Manuel Del Monte, riconoscendogli un primo acconto di 2 mila euro. (c.l.)
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