Realizzazione del polo scolastico: si va a una nuova gara d’appalto

10 Marzo 2022

Revocata l’aggiudicazione dei lavori (circa 4 milioni) per il complesso di Gignano-Torretta-Sant’Elia Contestato il mancato adempimento, da parte dell’impresa, dell’obbligo di stipula del contratto  

L’AQUILA. Colpo di scena sulla realizzazione del polo scolastico Gignano-Torretta-Sant’Elia, fiore all’occhiello della lunga e complicata ricostruzione post-sisma delle scuole aquilane. Con un decreto il sindaco Pierluigi Biondi è stato costretto, «per mancato adempimento dell’obbligo di stipulazione del contratto per fatto e colpa dell’aggiudicatario», a revocare l’aggiudicazione dei lavori (quasi 4 milioni di euro) e a indire una nuova gara «per l’appalto delle opere come quantificate e rappresentate nel progetto verificato, validato e approvato con decreto dell’agosto 2020, stabilendo di avviare una procedura negoziata senza bando». Il Comune procederà alla segnalazione del fatto all’Anac (autorità anticorruzione) e si riserva «l’eventuale successiva quantificazione del danno effettivo derivante dai maggiori oneri economici che la stazione appaltante dovrà sostenere con l’indizione di una nuova procedura di gara, nonché dal prolungarsi dei tempi di inizio per l’esecuzione dei lavori». Fino a gennaio tutto sembrava filare liscio poi, si legge nel decreto del sindaco «con nota del 20 gennaio 2022 trasmessa a mezzo pec, il coordinatore della struttura del commissario straordinario per l’edilizia scolastica (che è il sindaco) sollecitava la trasmissione, entro il termine del 24 gennaio, della documentazione per la stipula del contratto». La ditta non avrebbe più inviato la documentazione richiesta e quindi è scattata la revoca dell’appalto. Secondo la norma, si chiarisce nel decreto, «l’irrevocabilità dell’offerta comporta per l’aggiudicatario l’obbligo ex lege di stipulare il contratto e l’inosservanza di tale obbligo è fonte di responsabilità pre-contrattuale. Se l’aggiudicatario rifiuta di addivenire alla stipula del contratto non adempie a un proprio obbligo derivante dall’irrevocabilità dell’offerta e dunque commette un illecito da cui discende l’obbligo di risarcire il danno subito dall’ente appaltante».
«La scuola dell’infanzia e quella elementare sono state progettate», era scritto nella relazione, «nel rispetto delle specificità dei processi di apprendimento con l’obiettivo di restituire un organismo architettonico unitario in grado di integrarsi con l’ambiente urbano e col paesaggio».