Recupero di Palazzo Gaglioffi: riparte l’iter per l’avvio dei lavori

Per la ristrutturazione dell’ex sede del conservatorio Casella dal 2018 sono disponibili 9 milioni Ma il complesso, un tempo parte del convento della Beata Antonia, avrà un diverso utilizzo
L’AQUILA. Passo avanti per i lavori di ristrutturazione di palazzo Gaglioffi (zona via Sassa), per anni sede del Conservatorio “Casella” e che un tempo era parte del convento della Beata Antonia. Dopo anni di vari passaggi burocratici (i fondi, quasi 9 milioni di euro, sono disponibili dal 2018 seppur distribuiti in varie annualità), il Comune dell’Aquila pochi giorni fa ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica.
DANNI 2009
«Il terremoto del 2009», si legge nel documento preliminare alla progettazione che risale al 2021, «ha seriamente danneggiato la struttura mettendo a dura prova il comportamento e la resistenza degli elementi strutturali portanti. L’evidenza dei danni riportati è riscontrabile dai crolli e dal vasto quadro fessurativo distribuito nella maggior parte degli ambienti».
LAVORI
I lavori previsti riguardano «il recupero funzionale-strutturale e il restauro degli apparati decorativi». In una recente determina si chiarisce che «le procedure di affidamento dei lavori saranno avviate a seguito del totale stanziamento delle risorse necessarie da parte del Cipe».
RIUTILIZZO
«Il fulcro dell’intervento», riporta il documento preliminare, «è costituito dal fabbricato – oggetto sia di un recupero funzionale che di un ammodernamento energetico e tecnologico – ma altrettanta attenzione richiede la riqualificazione del cortile interno, come spazio all’aperto destinato a incontri culturali e musicali. L’intervento terrà conto della necessità di migliorare il sistema degli accessi, necessario a garantire che la struttura risulti fruibile con facilità e in sicurezza, in relazione alla viabilità esistente e in ottemperanza agli obblighi in materia di abbattimento delle barriere architettoniche». Comunque non ci tornerà il Conservatorio che avrà sede definitiva a Collemaggio dove c’era la sede dell’Accademia dell’Immagine.
LA STORIA
Palazzo Gaglioffi, risalente al XIV secolo, è nel centro storico della città e fu commissionato dall’omonima famiglia dalle origini mercantili. Le proprietà della famiglia Gaglioffi nel XIV secolo si estendevano sul terreno delimitato dalle attuali via Sassa e via Gaglioffi, tra piazza San Biagio e palazzo Antonelli, dove c’erano edifici e orti. Giacomo Gaglioffi morì nel 1335 lasciando disposizioni testamentarie per la fondazione di un monastero su una porzione dei suoi immobili per il quale lasciava anche una somma di denaro. Il testamento fu reso pubblico dagli eredi nel 1349 quando, con atto notarile del 21 agosto, alla presenza del vescovo Paolo Rainaldi, venne fondato il Monastero dell’Eucarestia. L’atto stabiliva che venisse costruita una chiesa con monastero e un ospedale per il ricovero e il sostentamento dei poveri. Nel 1447 nel monastero dell’Eucarestia era rimasta una sola suora e San Giovanni da Capestrano ottenne dalla famiglia Gaglioffi e dal vescovo, con il consenso dei Domenicani, la concessione dello stabile per insediarci la comunità di sorelle del Terz’Ordine di San Francesco guidata da Antonia da Firenze che intendeva professarvi la prima regola di Santa Chiara. Antonia morì nel 1472 e subito si sviluppò il culto che fu riconosciuto dal vescovo nel 1477. Il monastero intitolato a Santa Chiara povera fu ribattezzato da allora in avanti della Beata Antonia. Il complesso fu oggetto di pesanti ricostruzioni dopo il sisma del 1461. Nel 1515 si decise di realizzare il coro ligneo ultimato nel 1516. Nel 1862, dopo l’Unità d’Italia, il convento fu soppresso e la struttura destinata ad alloggio per le truppe. Nel 1869 la proprietà passò dal demanio al Comune. Nella seconda metà del Novecento l’edificio è stato sede prima della scuola magistrale e poi del Conservatorio Casella.
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