Redditi e trasparenza, si corre ai ripari

25 Novembre 2016

Due consiglieri portano le carte dopo l’articolo del Centro, altri parlano di dimenticanza. Il sindaco: provvederò a breve

SULMONA. Dopo l’articolo del Centro sulla mancata comunicazione dei redditi, da parte di assessori e consiglieri, ieri mattina a palazzo San Francesco c’è chi si è affrettato a correre ai ripari. È il caso del consiglieri di maggioranza Andrea Ramunno.

«Si è trattato di una dimenticanza», spiega Ramunno, «sono stato ora (ieri per chi legge) in Comune per presentarla, non c’era assolutamente la volontà di oscurare nulla. Anche perché non c’è niente da nascondere». Stessa cosa ha fatto il collega di opposizione Francesco Perrotta. «Avevo da un mese la dichiarazione dei redditi nella mia borsa», dice, «ma dovevo passare al commercialista per farmi spiegare alcuni dubbi, così dopo aver letto il Centro ho approfittato per farlo subito».

Ma c’è anche chi afferma di aver provveduto gli obblighi di trasparenza presentando la dichiarazione dei redditi, però, mai apparsa sul sito istituzionale dell’ente. Cosicché il timore è che la dichiarazione possa esser finita in un cassetto del Comune nel giro tra un ufficio e l’altro. Di questo avviso è la consigliera di maggioranza Deborah D’Amico. «Io ho consegnato tutto dopo il penultimo consiglio comunale, quando ci era stata consegnata la richiesta da parte della segreteria generale», interviene, «ora temo che si sia smarrita negli uffici, ma andrò in Comune a verificare subito». Dagli uffici di palazzo San Francesco, infatti, fanno sapere che sono solo tre finora ad aver presentato la dichiarazione dei redditi, obbligatoria per la legge sulla trasparenza amministrativa. I documenti, però, devono essere ancora inseriti sul portale del Comune, essendo stati presentati poco tempo fa. I virtuosi della prima ora sono l’assessore alla Sanità Paolo Santarelli e i consiglieri di maggioranza Luigi Santilli e di minoranza Bruno Di Masci.

«Ho fatto solo il mio dovere», avverte quest’ultimo, dirigente scolastico in pensione, «consegnando tutto, era un bel faldone di carte e documenti. Del resto lo avevo detto in campagna elettorale e l’ho fatto». Dello stesso avviso l’assessore, medico in pensione. «Si tratta di un obbligo di legge», precisa, «dunque non c’è nulla da commentare, ma solo da fare». La maggioranza degli altri che non ha ancora presentato la dichiarazione dei redditi fa, però, sapere di essere pronta a farlo a breve. Come il sindaco e alcuni assessori. «Devo presentare anch’io la mia dichiarazione dei redditi», ammette Annamaria Casini, «ma devo solo trovare il tempo di farlo, del resto si tratta di un obbligo di legge, che non può dipendere dalla nostra discrezione, dunque c’è tutta l’intenzione di farlo a breve». Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandra Vella, assessore al Contenzioso e avvocato. «Certo che presenterò la documentazione richiesta», puntualizza, «del resto si tratta di un obbligo di legge a cui tutti devono adeguarsi. È stata solo una questione di tempi e di organizzazione, ma sono sicura che a breve tutti ci metteremo in regola». C’è anche chi fa sapere di aver già presentato della documentazione patrimoniale per l’approvazione delle norme tecniche di attuazione del Prg e di dover solo trovare il tempo di ripresentare tutta le carte, come il consigliere di minoranza Alessandro Lucci. «Io avevo già presentato tutto in occasione delle norme tecniche del Prg», ricorda l’imprenditore agricolo , «ora sto solo aspettando che alcuni miei familiari mi consegnino quanto serve per poi andare in Comune. Sono un lavoratore che non ha nulla da nascondere e che da sempre rivendica trasparenza negli atti amministrativi». Cade dalle nuvole, invece, il consigliere e avvocato di minoranza Fabio Ranalli. «Ero convinto di averla presentata», ammette, «ma mi deve essere passato di mente. A questo punto devo assolutamente farlo, cercherò di mettermi in regola quanto prima». Una serie di dichiarazioni d’intenti, dunque, ma va ricordato che la dichiarazione dei redditi va presentata e che la legge prevede sanzioni per chi “dimentica” di farlo.

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