Reddito di cittadinanza Ecco l’esercito dei mille

8 Agosto 2019

Nel Centro Abruzzo l’incidenza è del 18,2 per cento sul totale regionale La senatrice Di Girolamo: restituita dignità a chi vive in condizioni di disagio

SULMONA. Sono poco meno di mille le persone che stanno beneficiando in Centro Abruzzo del reddito di cittadinanza. La misura, introdotta dal governo gialloverde e cavallo di battaglia dei 5 Stelle, vuole dare un aiuto a quelle persone che vivono in condizioni di disagio sociale. Così, in tutto il Centro Abruzzo i benefìci sono stati assegnati a 909 persone, con un’incidenza del 18,2% sul totale regionale. I beneficiari sono così ripartiti: 577 (pari al 63,5%) in Valle Peligna, 232 (25,5%) in Alto Sangro, 45 (4,9) nella Valle del Sagittario e 55 (6,1%) in Valle Subequana. A Sulmona ne beneficiano 292 persone, a Pratola Peligna 137, a Scanno 14, a Castel di Sangro 123 e via discorrendo. In tutto l’Abruzzo sono 19.429 i beneficiari, con 4.984 domande accolte in provincia dell’Aquila. Il dettagliato report arriva da Gabriella Di Girolamo, senatrice sulmonese del Movimento 5 Stelle. «Numeri confortanti», commenta la parlamentare. Ma occorre andare oltre per vedere lo spaccato sociale che c’è dietro alle persone che andranno a usufruire di somme più che mai necessarie.
Nella Marsica sono ben 2.837 i cittadini beneficiari (56,9%): ad Avezzano, ad esempio, arrivano a 960, mentre nel restante territorio dell’Aquilano, che ha ottenuto il 24,9% del totale regionale, sono state accolte 1.238 domande, di cui 908 nel capoluogo. «Al di là dei freddi numeri, non dobbiamo dimenticarlo, ci sono persone, famiglie che hanno riacquistato la dignità sociale», aggiunge Di Girolamo. «Individui e nuclei familiari, ridotti in povertà da annose politiche sorde al lento e inesorabile declino economico degli italiani e dei nostri abruzzesi, sofferenti inascoltati, silenziosi. Finché il governo del cambiamento non ha dato loro attenzione e, con una manovra mai effettuata prima, ha messo a disposizione somme di denaro per tornare a vivere, anche potendo acquistare piccole cose, ma sufficienti a elevare una condizione non solo economica, ma anche di dignità sociale, soprattutto con maggiore libertà e speranza nel futuro. Si tratta di tante persone che con estrema sofferenza hanno vissuto l’emarginazione e oggi con rinnovata dignità tornano al sorriso, alla vita vissuta con meno preoccupazione e angoscia».
Secondo Di Girolamo la misura potrebbe costituire anche un aiuto al riscatto sociale ed economico della zona. «In un contesto di continuo spopolamento, le nostre terre hanno riservato a chi è restato un cammino durissimo, spesso fatto di un quotidiano intollerabile», conclude la senatrice. «Oggi abbiamo dato loro un po’ di ossigeno e più fiducia nello Stato che non li abbandona». Il reddito di cittadinanza viene concesso a chi ha un Isee inferiore a 9.360 euro annui, un patrimonio immobiliare oltre la prima casa non superiore a 30mila euro e un patrimonio finanziario non superiore a 6mila euro.
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