Reddito di cittadinanza per 960 Ma la Finanza è a caccia di furbi

Avezzano, primato provinciale di richieste e domande accolte: indagini sui possibili casi di lavoro nero Presto anche il Comune sarà chiamato a compiere attente verifiche a campione sul 5% dei beneficiari
AVEZZANO. Fiamme gialle a caccia dei furbetti del reddito di cittadinanza. Le operazioni in corso della Finanza di Avezzano, guidata dal capitano Luigi Falce, nell’ambito di una vasta serie di controlli per contrastare il fenomeno del lavoro nero, puntano a far emergere e a stroncare l’impiego dei lavoratori irregolari a qualsiasi livello: una pratica che droga il mercato del lavoro, sottrae risorse al Fisco e, in caso di lavoratori ammessi o in attesa di percepire il reddito di cittadinanza – la misura bandiera del Movimento 5 Stelle, che ad Avezzano ha fatto il gran pienone – truffa lo Stato.
UN PO’ DI NUMERI. Gli avezzanesi, stando ai dati dell’Inps regionale (fino a fine luglio), figurano in cima alla lista nella provincia dell’Aquila – e nelle prime posizioni in Abruzzo – sia per domande presentate (2.565) che per quelle accolte (960). Superati solo da Pescara e Montesilvano: il capoluogo adriatico ha raggiunto 2.424 percettori del reddito di cittadinanza, mentre Montesilvano si è fermato a quota 1.087. All’Aquila, invece, sono 908, mentre a Sulmona 292. In Abruzzo le richieste che hanno superato il vaglio ministeriale, sempre riferite a fine luglio, ammontano a 19.429, mentre su scala nazionale sono state 896.173.
LOTTA ALLA POVERTÀ. Il reddito di cittadinanza, un sostegno economico a integrazione dei redditi familiari, è una misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. Il bonus economico, per un massimo di 18 mesi, è associato a un percorso di reinserimento lavorativo e sociale che va sottoscritto dai beneficiari. L’assegno mensile, tramite la card, varia da soggetto a soggetto, nonché in base al reddito, eventuali proprietà e la composizione dei nuclei familiari. L’opportunità ha ovviamente dei rischi, ovvero i furbetti, una categoria sociale molto attiva in Italia. Per contrastare il fenomeno, quindi, in attesa delle nuove forme di controllo su scala nazionale affidate ai Comuni, chiamati a fare verifiche a campione (5% dei beneficiari), nel territorio marsicano, dai primi mesi dell’anno, gli investigatori delle Fiamme gialle portano avanti la loro incessante azione di verifica, in sinergia con l’Inps, per contrastare le attività irregolari. Il rischio è che ci siano delle persone che percepiscono il reddito di cittadinanza ma svolgono un’attività con guadagni in nero.
CARCERE FINO A 6 ANNI. Ma che cosa rischiano i furbetti? La legge è chiara: oltre a perdere immediatamente il sussidio economico, un processo penale, con pene prevista da 1 a 3 anni di reclusione, mentre in presenza di documenti o dichiarazioni false, o se si omettono informazioni rilevanti ai fini dell’erogazione, la pena addoppia e si rischiano dai 2 ai 6 anni di reclusione. Se condannati, i furbetti dovranno restituire le somme percepite.
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