Reparti in sofferenza pochi medici all’appello

Dalla ricognizione effettuata dalla Uil in ospedale mancano 23 dottori L’Asl replica: «Organico e fondi non vengono decisi dalla direzione generale»
SULMONA. Meno 23 medici all’ospedale sulmonese, coi reparti in sofferenza e i servizi che devono fronteggiare le annose carenze di organico. Marcello Ferretti della Uil-Fpl (in collaborazione con le Rsu Franca Petrella e Attilio Mascitelli), ha contato reparto per reparto la dotazione di personale dell’Annunziata. Le carenze più serie si registrano al Pronto soccorso, dove mancano 5 medici e 3 infermieri sui 7 e 13 rispettivamente presenti. A Radiologia, invece, mancano all’appello 2 medici e 3 tecnici, a fronte dei 9 dottori presenti, più il primario. In Rianimazione ci sono 8 medici sugli 11 previsti e 18 infermieri. In Urologia i tre dottori dovrebbero essere quattro e al Laboratorio analisi ne manca uno sui tre disponibili, più il biologo in servizio. Per il reparto di Ostetricia e ginecologia, a cui fa riferimento anche il Punto nascita, sono al lavoro 7 medici sui 9 previsti e 9 infermieri su 10. Vanno meglio le cose a Medicina, Cardiologia, Chirurgia, Ortopedia e Dialisi dove manca un medico ciascuno, a differenza di Pediatria e Centro trasfusionale dove le carenze raddoppiano a due. Da qui l’appello dei sindacati. «Chiediamo l’intervento della Regione e del Comitato ristretto dei sindaci dopo i tagli sulle dotazioni organiche di circa 5,3 milioni di euro e il blocco del turn over dell’80%», incalza Ferretti, «altrimenti la situazione rischia di andare a inficiare i Livelli essenziali di assistenza sulla qualità dei servizi erogati e sulla sicurezza dei lavoratori». Ferretti, assieme Petrella e Mascitelli, evidenzia come «l’attuale dotazione organica, già insufficiente all’ospedale di Sulmona, debba garantire l’erogazione delle normali attività assistenziali e di cura anche nella struttura ospedaliera di Castel di Sangro. Riteniamo che sia doveroso offrire servizi e professionalità nel presidio di Castel di Sangro, ma ciò deve avvenire attraverso una politica di nuove assunzioni di personale», fa notare il sindacalista, «senza andare a gravare sulla dotazione organica dell’ospedale di Sulmona. La Uil invita il Comitato ristretto dei sindaci e tutte le istituzioni presenti a intervenire sulla Regione affinché riduca i tagli sul personale, sblocchi il turn over e metta in atto una serie di politiche sanitarie rivolte a una più equa distribuzione dei servizi tenendo conto non soltanto del numero di abitanti, ma di tutte le peculiarità di un territorio particolare come l’Abruzzo interno».
Dal canto suo, l’Asl fa sapere che «le questioni della dotazione organica e dei fondi da destinare ai singoli ospedali vengono decise ad altri livelli e non dalla direzione generale». Si tratta, sempre per la Asl, «di problematiche da tempo sul tappeto e già affrontate insieme agli stessi sindacati anche in un recente incontro in prefettura e sottoposte all’attenzione e alla valutazione degli enti competenti».
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