Reparto di malattie infettive Record di casi di cirrosi epatica
Il dato si riferisce al 40 per cento dei ricoveri, molti hanno l’epatite C da decenni senza saperlo La Asl ha concesso farmaci costosissimi (120mila euro a trattamento) per curare 25 pazienti gravi
AVEZZANO. Dall’epatite C si può guarire, l’importante come sempre è la prevenzione. E a guardare le cifre c’è da sbarrare gli occhi. Gli specialisti di tutta Italia si sono dati appuntamento ieri all’ospedale di Avezzano per analizzare insieme le ultime novità e i risultati delle cure applicate ai pazienti. L’epatite C è una malattia silente che si sviluppa nell’organismo senza dare segnali. Solo dopo anni, quando ormai la situazione clinica è degenerata, si manifesta con la cirrosi epatica.
Il 40 per cento dei ricoveri annui nel reparto malattie infettive dell’ospedale della città è affetto da cirrosi epatica. In molti da decenni hanno l’epatite C ma, non sapendolo, non fanno nulla per curarla. Durante la tavola rotonda organizzata ieri nella sala convegni della struttura sanitaria il primario di malattie infettive, Maurizio Paoloni, insieme ai colleghi provenienti da diversi ospedali regionali e nazionali, si sono confrontati su diverse tematiche per trovare insieme delle valide soluzioni. La Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, grazie ai farmaci salvavita che arrivano a costare anche 120mila euro a trattamento, è riuscita a curare 25 pazienti gravi.
Questi, affetti da cirrosi epatica causata o da una epatite C trascurata o da un eccessivo consumo di alcol, sono stati sottoposti a un piano terapeutico che sta dando buoni risultati.
«C’è un utilizzo inappropriato di questi farmaci», ha spiegato il professor Nicola Petrosillo, dell’ospedale Spallanzani di Roma, «che spesso vengono dati in ospedale senza una reale giustificazione e che non dà alcun beneficio al malato, facendo tra l’altro impennare i costi, soprattutto per le infezioni. Come cambiare rotta? Attraverso la presenza, in ospedale, di una specifica figura, già introdotta in alcune realtà italiane, che sia in grado di dire, con la propria specifica competenza, se, come e quando ricorrere all’antibiotico».
La Asl 1, ma anche le altre Asl abruzzesi, hanno trattato finora oltre 200 casi di pazienti con epatite C, senza alcun costo per quest’ultimi. Paoloni, Petrosillo e i colleghi, abruzzesi e non, hanno discusso di vari casi ponendo l’accento anche sull’effetto che le terapie stanno avendo sui pazienti. Grazie alla presenza di medici come il primario del reparto di malattie infettive dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, o il suo alter ego di Pescara, Giustino Parruti, è stato possibile fare un quadro della situazione in Abruzzo e paragonarlo con quello presentato da Carlo Federico Perno, il big di virologi italiani, Claudio Puoti, di Marino (Roma) e Francesco Barchiesi di Ancona. Nell’appuntamento è stato evidenziato anche il lavoro sinergico tra il reparto di Avezzano e quello dell’Aquila al quale si rivolgono ogni anno centinaia di pazienti.
Eleonora Berardinetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA

