Reparto dialisi, personale tagliato

12 Maggio 2015

Ospedale di Tagliacozzo, due infermieri trasferiti ad Avezzano, allarme del comitato pro-ospedale

TAGLIACOZZO. Taglio di personale al reparto di dialisi dell'ospedale di Tagliacozzo. È stato disposto il trasferimento di due infermieri dall'Umberto I all'ospedale di Avezzano e si teme che in vista dell'estate, con l'arrivo dei turisti, il servizio possa essere insufficiente. Una diffida contro il provvedimento è stata presentata dal comitato civico che lotta per difesa dell'ospedale, guidato da Rita Tabacco. «Si tratta solo di un trasferimento provvisorio», ha sottolineato il responsabile dei reparti, il dottor Carlo Nusca, «presto tornerà tutto alla normalità, ma ciò non comporta comunque alcun disservizio». Gli altri anni c'era stato il potenziamento del servizio proprio alla luce dell'arrivo dei turisti e per questo, secondo il comitato, questa situazione rischia di causare disagi ai dializzati che dovranno anche rinunciare alle vacanze estive, oltre ai problemi per i pazienti del posto e delle zone limitrofe. Uno scenario, quello ipotizzato dal comitato, che mette in crisi in modo incisivo la vita e la quotidianità di tante persone che oltre alla loro difficile situazione di salute devono vedersela anche con gli inghippi burocratici e amministrativi. Il reparto di dialisi dell'ospedale Umberto I si trova al terzo piano dell'ala nuova ed è dotato anche di tv, in modo che i pazienti possano trascorrere in modo piacevole il tempo durante le terapie. I turisti, pur costretti alla terapia di dialisi, tentano di trascorrere una vacanza “normale” nel principale comune turistico della Marsica. Il potenziamento estivo permetteva ai villeggianti, soprattutto romani, di beneficiarne senza rinunciare al periodo di vacanza tra le montagne dell’Appennino. Il carico di lavoro dell'ospedale di Avezzano ha reso necessario il trasferimento di due unità ma, secondo Nusca, «per l'estate, nel reparto di Tagliacozzo, nessuno resterà senza servizio, né i pazienti locali, né i villeggianti».

Pietro Guida

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