Reperti romani a San Bartolomeo

3 Novembre 2022

Ultime ricerche archeologiche nel sito della cattedrale distrutta dal sisma del 1915

AVEZZANO. Affiorano resti di epoca medievale e reperti di età romana dagli scavi archeologici in corso a piazza San Bartolomeo, area di interesse storico in cui sorgono i resti della cattedrale, testimonianza della città scomparsa dopo il terremoto del 13 gennaio 1915. Si tratta della fase conclusiva degli scavi archeologici e della bonifica dei sepolcri, parzialmente effettuati tra il 2015 e il 2016 che stanno interessando un’area di circa 500 metri quadrati. Le opere sono affidate agli esperti della cooperativa Limes di Avezzano, Hermann Borghesi e Francesco Terracciano, (per un importo di 12.200 euro) sotto la direzione scientifica della funzionaria della Soprintendenza, Emanuela Ceccaroni. Nella precedente campagna di scavo le indagini si concentrarono nei sepolcri della navata centrale con il ritrovamento delle ossa di madre Maria Teresa Cucchiari, la religiosa fondatrice dell’ordine delle Trinitarie morta nel giugno del 1801. Oggetto delle indagini di questi giorni è proprio il settore che conserva le tracce più antiche, confinante con l’edificio dell’Agenzia delle dogane. Come attestano i resti attribuiti al periodo tra l’età romana e quella medievale, oltre ai resti presumibilmente attribuibili ai religiosi sepolti nella chiesa medievale di San Bartolomeo. Alcuni reperti ceramici e frammenti di intonaci potrebbero essere di epoca romanica della chiesa, mentre frammenti di tegole e di dolia (grandi contenitori in terracotta riutilizzati nelle strutture murarie come materiale di costruzione) costituiscono gli indizi della presenza di fattorie e abitati sparsi allineati probabilmente agli assi della centuriazione di Alba Fucens. A conclusione degli scavi archeologici, saranno avviati i lavori di restyling della nuova piazza San Bartolomeo. (f.d.m.)