Residenti in rivolta: ridateci piazza Corfinio

21 Agosto 2024

Petizione e ricorsi al Tar per restituire il nome del paese al luogo ora intitolato a Falcone e Borsellino

CORFINIO. «Diciamo no al cambio di nome della piazza principale, come deciso dalla Soprintendenza, senza tener conto della volontà popolare». È un passaggio della lettera che il comitato civico di Corfinio ha inviato al ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, sul cambio di denominazione della piazza principale del paese, Per l’appunto piazza Corfinio, deciso nel 2017, dall’allora amministrazione comunale. La battaglia partita nei mesi scorsi, con una petizione popolare, sottoscritta da circa 300 cittadini, è finita sul tavolo del ministro. Il comitato nella missiva ha ricordato che, senza nulla togliere a Falcone e Borsellino ai quali ora la piazza è intitolata, in epoca antica Corfinio era abitata dai peligni e durante la guerra sociale del 91-88 a.C. era divenuta capitale della Lega italica. Cambiare il nome per i promotori della petizione significa «stravolgere la storia e cambiare i connotati a un paese. La cittadinanza non ha accolto con favore la cancellazione dell’antica denominazione e il malessere, pian piano cresciuto, ha indotto questo comitato ad agire», afferma il comitato, che chiede anche le dimissioni del funzionario della Soprintendenza che «non ha voluto tener conto del volere popolare espresso con più di 300 firme e che ha dato parere negativo alla richiesta dei residenti». Lo stesso ha fatto la prefettura chiamata in causa dal Comune di Corfinio che annuncia battaglia. «Non si può ignorare la volontà popolare», interviene il vicesindaco di Corfinio, Francesco Di Nisio, ricordando che «quella piazza rappresenta il senso di appartenenza e l’identità di una popolazione, per tutta la storia che c’è dietro. Non vogliamo cancellare Falcone e Borsellino, alla memoria dei quali si può intitolare un altro luogo istituzionale. Ma non la piazza che ha un valore storico ben preciso. Per questo non ci fermiamo e abbiamo deciso di ricorrere al Tar contro il parere negativo della prefettura, che si è basata sulle indicazioni della Soprintendenza». Il Comune si è già rivolto all’avvocato del Foro di Sulmona, Luca Presutti, per chiamare in causa i giudici amministrativi. Nel frattempo il sindaco, Romeo Contestabile, ha scritto una lettera anche al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rappresentando le istanze della comunità. (a.d.a.)
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