Resistenza, tante storie da non dimenticare

28 Febbraio 2016

SULMONA. Il Centro Abruzzo terra di resistenza e di libertà. Questo il messaggio consegnato agli studenti del liceo scientifico Fermi nel convegno di ieri su “La Resistenza degli abruzzesi”. Una...

SULMONA. Il Centro Abruzzo terra di resistenza e di libertà. Questo il messaggio consegnato agli studenti del liceo scientifico Fermi nel convegno di ieri su “La Resistenza degli abruzzesi”. Una pagina di storia che inserisce la città fra i luoghi più importanti della seconda guerra mondiale, che portarono alla Liberazione del Paese. Un ruolo determinante per la conquista della libertà dalla dominazione nazista la ebbe la Brigata Majella, i cui superstiti erano seduti in platea. Come ha ricordato il presidente emerito del Senato, Franco Marini. «Sulmona ha avuto un ruolo determinante e va detto che la resistenza è un fatto fondativo della nuova Repubblica», è intervenuto il senatore, «la maggioranza dei superstiti del valoroso gruppo che guidò la Resistenza veniva da queste terre e qui ora risiedono i pochi rimasti in vita. Gli studenti devono conoscere questa parte della storia per meglio comprendere il futuro e soprattutto per apprezzare la libertà di cui possono godere oggi, proprio grazie a quei ragazzi che aiutarono 3mila prigionieri a fuggire nel 1943 dalla dominazione tedesca». Ad aprire i lavori è stato Nicola Mattoscio, presidente della Fondazione Brigata Majella, che ha ripercorso le tappe fondamentali della formazione partigiana. Carlo Troilo, figlio di Ettore (il fondatore della formazione partigiana), ha ricordato suo padre, sottolineando la necessità di non dimenticare queste storie straordinarie di persone comuni che hanno fatto la storia. Il giornalista e scrittore Luigi Necco, autore del libro “Operazione Teseo”, ha raccontato i giorni atroci dell’occupazione nazista dell’isola greca, ricordando la storia di Siro Riccioni, militare originario di Bussi sul Tirino, che riuscì a salvare dal plotone d’esecuzione tedesco 272 italiani. Ha parlato di Resistenza umanitaria a Sulmona lo storico Mario Setta, partendo dal libro “E si divisero il pane che non c’era” e della solidarietà delle famiglie sulmonesi. Ha moderato l'incontro il preside Massimo Di Paolo.

A margine, Marini ha rassicurato sulle celebrazioni di “Ovidio 2017”, riconosciuto anniversario nazionale. (f.p.)

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