Resta folgorato e ucciso mentre ruba rame a Pescina

6 Giugno 2015

Vittima un 46enne di Celano, il complice sopravvive e dà l’allarme: tentavano di prendere il metallo dell’elettrodotto

PESCINA. È morto folgorato da una scarica elettrica da 22mila volt, presumibilmente mentre tentava di rubare il rame nei cavi dell’alta tensione. Ha perso la vita così Duilio Angeloni, operaio edile di 46 anni di Celano. Angeloni si trovava insieme a un amico, Domenico Russo, 55enne, anch’egli di Celano.

A chiamare i soccorsi è stato proprio Russo, che col telefonino ha allertato il 118. Russo è rimasto ferito dalla scarica ed è stato trasportato all’ospedale di Avezzano, dall’ambulanza del presidio di Pescina. Non è in pericolo di vita.

Intorno alle 18 di ieri, Angeloni e Russo si trovavano in un campo sulla Regionale 83 che unisce Collarmele a Pescina. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, i due erano lì per rubare i cavi di un elettrodotto. Angeloni è morto sul colpo.

Sul luogo della tragedia sono arrivati subito i carabinieri della stazione di San Benedetto, al comando del maresciallo Loreto Colabianchi, impegnati in un pattugliamento della strada regionale. I militari sono stati raggiunti dal luogotenente Rocco Alì, insieme ad altri suoi uomini della stazione di Pescina, competente per territorio.

Per i rilievi e per ricostruire quanto accaduto è arrivato il nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Avezzano, coordinato dal tenente Marco Mascolo. Per mettere in sicurezza l’area ha lavorato per oltre un’ora la squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Avezzano, guidata da Luigi Martone. Una scena terribile quella che si sono ritrovati davanti i soccorritori. Angeloni e Russo erano arrivati lì con un furgone e una lunga scala. I pompieri hanno richiesto anche l’intervento di una squadra di tecnici specializzati nell’alta tensione dell’Enel. Per accertare la morte di Angeloni è arrivato il medico legale Agostino Mario Cerasani. La Procura ha aperto un fascicolo e il titolare del procedimento è il pm Roberto Savelli. Angeloni era molto conosciuto a Celano. Si occupava di edilizia ed era un apprezzato pavimentista. Da qualche tempo era rimasto senza lavoro ed era disoccupato. Sul posto è arrivato anche il padre Michele, preso dalla disperazione. Oltre al padre, lascia la madre Rosaria e quattro figli.

Il caso è al vaglio dei carabinieri della compagnia di Avezzano, al comando del capitano Enrico Valeri. Appena starà meglio sarà ascoltato l’amico sopravvissuto.

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