Resta un mistero il viaggio a Mosca
Il sindaco Biondi non chiarisce del tutto i termini dell’accordo istituzionale con il governo russo
L’AQUILA. È diventato ormai un caso politico il viaggio istituzionale compiuto da Pierluigi Biondi a Mosca lo scorso marzo. Ieri il primo cittadino ha risposto, in consiglio comunale, a un’interrogazione firmata, tra gli altri, dai consiglieri di opposizione Stefano Palumbo e Paolo Romano. La versione dei fatti esposta da Biondi, però, è apparsa, alla minoranza, ancora troppo lacunosa, tanto che Romano ha chiesto e ottenuto di portare la vicenda in Commissione Garanzia e controllo.
Qual è stato lo scopo del viaggio e quanto è costato? Chi lo ha autorizzato e chi ha pagato le spese? A che titolo, nella delegazione, di cui faceva parte anche il portavoce del sindaco, c’era anche Alessia Di Giovacchino, dipendente di Abruzzo Engineering in distaccata al Comune? E qual è stato il ruolo avuto dal lobbista Gabriele Rossi, inserito di recente dalla giunta nella cabina di regia sulla smart city, anch’egli presente nella missione?
Sono alcune delle domande che Palumbo e Romano hanno rivolto a Biondi. Il primo cittadino ha spiegato che «la missione di Mosca è stata la naturale conseguenza degli ottimi rapporti che intercorrono tra L’Aquila e il governo federale russo, che dopo il terremoto ha contribuito alla rinascita di Palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio Magno».
Biondi ha detto di essere stato invitato a Mosca da Sergey Cheremin, ministro al Dipartimento degli affari esteri del governo della città, e di aver sottoscritto con la capitale russa un «importante accordo istituzionale», i cui contenuti sono illustrati in una delibera di ratifica approvata dalla giunta lo scorso 21 giugno. L’accordo – che, ha dichiarato sempre Biondi, è una delle tante partnership sottoscritte da Mosca con altre città italiane, tra cui Genova, Milano e Venezia – riguarda smart city, turismo, sicurezza e innovazione. «Quanto alle spese», ha aggiunto Biondi, «non ci sono stati costi a carico del Comune, né diretti, né attraverso rimborsi ai partecipanti. Le uniche spese sono state quelle sostenute per l’acquisto di doni per le autorità incontrate. Il mio portavoce è stato autorizzato a venire dal dirigente del settore Personale mentre Alessia Di Giovacchino, assegnata alla struttura di Raccordo istituzionale, non ha necessitato di autorizzazione perché in ferie. Non essendoci state spese di alloggio o viaggio a carico del Comune, non è stata necessaria una delibera di autorizzazione. Gabriele Rossi», ha concluso Biondi, «fa parte della cabina di regia della Smart city a titolo gratuito e sulla sua attività di lobbista è sempre stato trasparente, tanto che è lui stesso a definirsi tale».
Ma l’opposizione vede, in questo racconto, ancora troppi coni d’ombra.
«L’accordo sottoscritto con Mosca», ha replicato Paolo Romano, «è generico e non vincolante e va a toccare materie, come la sanità, che non sono nemmeno di competenza comunale».
Il consigliere del Passo Possibile ha ricordato che Rossi, vecchia conoscenza del centrodestra abruzzese, «era chiamato da Gianni Chiodi “il Facilitatore”. È stato lui a facilitare il viaggio?».
Il consiglio comunale ha approvato poi all’unanimità due ordini del giorno di Stefano Palumbo per la realizzazione del masterplan del Polo universitario al San Salvatore e per il completamento del nucleo Alzheimer all’ex Onpi e una mozione bipartisan di Elisabetta De Blasis, Daniele Ferella e Angelo Mancini, «finalizzata alla richiesta all’Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm)», si legge nella mozione, «della necessità finanziaria per l’adeguamento dei contratti per le maestre del pre e interscuola, approvando la variazione di bilancio in cui reperire le somme necessarie».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

