Restauro degli affreschi a San Pietro “delle grotte”

27 Dicembre 2018

L’AQUILA. «Partiranno in gennaio i lavori di restauro degli affreschi e degli elementi lapidei del portale della chiesa di San Pietro in Cryptis a Ofena, dopo che già tra febbraio e marzo di quest’an...

L’AQUILA. «Partiranno in gennaio i lavori di restauro degli affreschi e degli elementi lapidei del portale della chiesa di San Pietro in Cryptis a Ofena, dopo che già tra febbraio e marzo di quest’anno erano stati portati a termine i lavori di messa in sicurezza urgente del tetto, ponendo rimedio alle infiltrazioni d’acqua all’interno».
Ad annunciarlo è la Soprintendente per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio dell’Aquila e del cratere, Alessandra Vittorini, da Facebook. «L’intervento (per il quale sono stati appena firmati gli atti formali) rientra tra quelli inseriti dalla Soprintendenza nelle programmazioni annuali del ministero ai Beni culturali», specifica la soprintendente, «con l’impegno dei suoi funzionari tecnici (responsabile unico del procedimento Valerio Piovanello; progetto Caterina Dalia; direttore lavori Letizia Tasso; direttore operativo di cantiere Jocelyne Feron)». I lavori comprendono le operazioni di pulitura, consolidamento e recupero estetico dei pregevoli affreschi interni databili agli inizi del XV secolo: «Il Redentore tra gli Angeli e la Vergine col Bambino in trono tra Santi sono raffigurati sulla lunetta e sulla parete retrostante l’altare, mentre sulla parete destra dell’edificio, in una edicoletta gotica, si può ammirare un’Annunciazione», è spiegato. Un importante intervento di recupero e consolidamento è previsto anche per le parti in pietra del portale decorato, danneggiate da un grave fenomeno di erosione. Il portale, come riportato dall’iscrizione sull’architrave, risale all’anno “millesimo centesimo nonagesimo sesto” cioè al 1196. A una sola navata con abside circolare, la chiesa dell’XII secolo, è disposta su due livelli: quello inferiore costituito dalle “grotte”, cioè da ambienti sotterranei, e quello superiore che rappresenta la chiesa vera e propria. Da qui il nome di San Pietro “in Cryptis” o “delle grotte”.
«Per garantire la fruibilità della chiesa sono allo studio le migliori modalità per assicurare la non interferenza tra i lavori di restauro e le funzioni religiose», conclude la soprintendente Vittorini. «I lavori di San Pietro in Cryptis si uniscono a un altro recente intervento di restauro tuttora in corso e sostenuto dalla Soprintendenza sempre a Ofena, che vede il recupero di due tele raffiguranti San Felice da Cantalice e Cristo crocifisso e i Santi Francesco e Carlo Borromeo, trafugate nel 2016 dalla chiesa dell’Assunta annessa al convento ofenese dei Cappuccini e recuperate poco dopo dai carabinieri della stazione di Capestrano».
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