Restauro di San Paolo, si valutano le offerte

Prata d’Ansidonia, previsti lavori per 750mila euro nella chiesa posta lungo la via della transumanza
PRATA D’ANSIDONIA. Il Segretariato regionale ai beni culturali ha nominato la commissione giudicatrice per la valutazione delle offerte, dal punto di vista tecnico ed economico, presentate dai concorrenti in ordine all’appalto dei lavori di consolidamento e restauro della chiesa di San Paolo a Peltuinum, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Il finanziamento di 750.000 euro era stato concesso con una delibera Cipe di quasi 8 anni fa. I soli lavori avranno un costo di oltre 500mila euro. «Il nucleo originario della chiesa sorge all’esterno del perimetro urbano dell’antica città romana di Peltuinum, probabilmente sostituendo un precedente sito pagano», scrivono gli storici. «La chiesa è collocata sul tratturo L’Aquila-Foggia, la via della transumanza. Eretta tra il VII secolo e l’VIII secolo in stile romanico, le murature originali inglobano al loro interno elementi di epoca romana, il che fa supporre che la chiesa sorga sui ruderi di un edificio pagano. Nel XII secolo la chiesa venne ricostruita a seguito di un crollo. L’edificio è citato da Papa Innocenzo III in una Bolla del 23 marzo 1118. Sulla facciata c’è un portale centrale sopra al quale si aprono due loculi. L’interno è a croce latina, con transetto ma senza abside. La navata è unica, la pavimentazione è in cotto e la copertura è in legno con capriate a vista. Ci sono affreschi del Duecento, uno dei quali rappresenta San Paolo sulla via di Damasco. Vi sono anche elementi decorativi di epoca longobarda, che attestano dunque l’antica fondazione dell’edificio. Sulla parete di fondo ci sono affreschi cinquecenteschi. Esisteva anche un pulpito, scolpito nel 1240 e sostenuto da 5 colonne ottagonali, che fu trasferito nel 1796 nella vicina chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari sempre a Prata d’Ansidonia.
La fondazione di Peltuinum risale alla metà del I secolo avanti Cristo con l’obiettivo di sfruttare la zona a fini agricoli e regolamentare il transito delle greggi. Nel I secolo dopo Cristo cui fu la sistemazione dell’area urbana, con la costruzione di una cinta muraria e di un’area monumentale di cui gli scavi hanno finora riportato in luce un tempio e un teatro. Nel 47 d.C. nacque la via Claudia Nova. (g.p.)
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