Restituzione delle tasse Il territorio si mobilita: «Lotteremo fino alla fine»

La partita coinvolge 340 imprese per un valore di oltre 100 milioni Una vertenza seguita da Regione e Comune. Il 16 il corteo di protesta
L’AQUILA. Sull’economia aquilana pende una scure: la restituzione delle tasse sospese, alle imprese del territorio, dopo il sisma del 2009. Una partita che coinvolge 340 imprese per un valore che supera i 100milioni di euro. Soldi, tanti, da sborsare subito. Così dice il decreto di nomina del commissario straordinario, Maria Margherita Calabrò, incaricata dal governo di provvedere al recupero delle somme non versate. Già il 14 agosto 2015 l’Unione europea aveva scritto allo Stato italiano chiedendo il conto, in virtù di un’interpretazione degli sgravi ottenuti dalle aziende del cratere che identifica gli stessi come aiuti di Stato. Quindi, lesivi del mercato della libera concorrenza. Una vertenza che la Regione, con il vicepresidente, Giovanni Lolli, il Comune dell’Aquila e le associazioni di categoria stanno seguendo passo dopo passo. Ma ora il tempo stringe. Le lettere di invito alle imprese, a firma del commissario Calabrò, a fornire tutta la documentazione richiesta entro 30 giorni, sono già state recapitate. Un termine, questo, che non può essere prorogato, sempre secondo il commissario. E si è levata alta la voce della protesta: il 16 aprile prossimo la città scenderà in piazza, con un corteo che partirà alle 10.30 dalla Fontana Luminosa e sfilerà per il centro storico, tra i palazzi in via di ristrutturazione e i quartieri ancora “fermi” al 6 aprile 2009. La scelta del percorso non è casuale: si vuole dare il segno chiaro di quanto ci sia ancora da fare per ricostruire, fisicamente ed economicamente, la città. «Una richiesta iniqua. Un provvedimento assurdo contro cui lotteremo fino alla fine», il commento di Lolli, che ha invitato gli aquilani «ad una mobilitazione di massa».
«Agiremo su tre fronti», spiega il sindaco, Pierluigi Biondi, «il piano politico, con un pressing trasversale sul governo, senza distinzioni di tipo partitico. Sul piano civico, con la chiamata alla città per il 16 aprile e su quello giuridico, facendo valere le nostre ragioni in tutte le sedi consentite». Il territorio chiede al governo un decreto-legge ad hoc, che reinterpreti le direttive dell’Ue e innalzi la soglia del de minimis a 500 mila euro, consentendo così a buona parte delle imprese di uscire dal tunnel. Per il solo comparto edile, con una ventina di ditte coinvolte, la cifra stimata è di oltre 15 milioni di euro. In elenco figurano grandi gruppi che, a conti fatti, potrebbero dover restituire tra i 4 e i 5 milioni di euro. La media oscilla tra i 500 mila e un milione di euro. Cifre importanti sotto il profilo economico, che andranno a pesare sui bilanci aziendali. Il 18 aprile si discuterà il doppio ricorso al Tar contro la nomina del commissario e le decisioni dell’Unione europea. Un’eventuale sospensiva potrebbe dare respiro alle aziende e allungare i tempi di dialogo con il governo. (m.p.)
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