Restituzione tasse, appello al governo
Tajani (presidente del parlamento europeo) chiama in causa l’alleanza gialloverde: «Fare presto»
L’AQUILA. Qualche speranza di uscire fuori dal “pantano” della restituzione delle tasse sospese dopo il sisma ancora c’è. Ma il governo deve far presto e riaprire una trattativa con l’Ue. Lo dice a chiare lettere il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, in città al seguito del presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Ne fa una questione di «peso politico» Tajani, ma anche «di capacità di dialogo con l’Ue», di un rapporto «che dev’essere ricucito».
«Il problema non è l’Europa, bensì Roma», esordisce Tajani. «È il governo italiano che deve istruire la pratica e muoversi per ottenere un risultato. Se non si capisce questo si sbaglia. Io l’ho detto anche al sindaco, Pierluigi Biondi: bisogna lavorare di più a Bruxelles. Certo, se il rapporto con l’Ue sono insulti, strilli e minacce e non si va a trattare per ottenere risultati, è difficile che poi gli imprenditori aquilani possano ottenere ciò che chiedono».
Tajani non esclude la possibilità di innalzare la soglia del de minimis da 200mila a 500mila euro, per salvare buona parte delle 340 aziende a cui l’Ue ha chiesto il conto. «È tutta una questione di trattativa, che può portare a buoni risultati, ma dev’essere efficace e veloce. La colpa, in questo caso, è dell’Italia che non riesce a risolvere il problema. Serve un’azione più efficace». E proprio al ministero dello Sviluppo economico si sono rivolte, di recente, le imprese aquilane, col sostegno delle associazioni di categoria, ottenendo l’impegno a inviare un resoconto tecnico all’Ue, volto a ricostruire le tappe della vicenda, ma soprattutto a definire l’interpretazione autentica della norma italiana, che ha portato alla richiesta di restituzione. Dopo l’avvio della procedura d’infrazione da parte dell’Ue (nel 2015) fu inviata all’Europa una relazione tecnica, affidata a un esperto di Unioncamere. L’origine di tutti i mali, visto che il documento non fu ritenuto esaustivo dalla Commissione Ue, che lo respinse. L’ultimo atto di una vicenda intricata riguarda la proroga, fino a giugno, del tempo massimo per la presentazione della documentazione richiesta alle aziende dal commissario governativo, Margherita Maria Calabrò. Una partita che coinvolge 340 aziende per un valore base di 76 milioni, che potrebbero raddoppiare tra oneri e interessi di mora non versati.
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