Rete idrica, appalto a dicembre

17 Luglio 2018

D’Alfonso detta i tempi del progetto per dare più acqua al Fucino: «Osservatorio per valutare i lavori»

PESCARA . Cinquanta milioni di euro di fondi del Masterplan per il potenziamento del sistema idrico della piana del Fucino, attraverso la costruzione di una rete irrigua a pressione. Un’opera pensata per risolvere il problema della siccità, una vera calamità per una zona tradizionalmente vocata per l’agricoltura. Il progetto preliminare, ha detto ieri il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, è in fase avanzata. Il 13 luglio sono state firmate le convenzioni, il progetto definitivo è atteso per novembre e l’appalto per dicembre. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, l’assessore Lorenzo Berardinetti, il consigliere Maurizio Di Nicola, numerosi sindaci della Marsica, con in testa il primo cittadino di Celano, Settimio Santilli.
Si tratta, probabilmente, dell’investimento più consistente, sotto il profilo economico, realizzato nell’area dopo il prosciugamento del lago Fucino, voluto dal principe Torlonia e completato nel 1868. I soggetti attuatori, ha spiegato D’Alfonso, sono l’Arap e il Consorzio di bonifica Ovest, oltre alla Regione.
«Si tratta di un investimento importante, unico per la sua consistenza, pensato per ridurre la carenza idrica nella piana del Fucino e quindi sostenere le attività agricole presenti sul territorio», ha evidenziato D’Alfonso, invitando a fare presto, per evitare che «qualche manina romana possa riprendersi i soldi e destinarli altrove. Ora dobbiamo essere ambiziosi e non dobbiamo farci vincere della pigrizia. Attiveremo anche un osservatorio per stimare e giudicare la progressione del lavoro, adesso sul piano progettuale, e successivamente sull’andamento del cantiere. È un’opera pubblica irripetibile, sia per la consistenza dei fondi, sia per la mole dei lavori sul territorio, e per questo chiedo una forte attenzione anche dalle associazioni professionali degli agricoltori per difendere l’opera pubblica».
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