Rete idrica colabrodo Satellite scova le perdite

22 Dicembre 2018

Il Cam corre ai ripari a causa dei 20 milioni di metri cubi di acqua sprecata Finora gli occhi elettronici hanno evidenziato ben 153 falle nel sistema

AVEZZANO. Quaranta milioni di metri cubi di acqua emunta ogni anno; venti milioni, la metà, si perdono lungo le reti colabrodo degli anni 60; ciò che resta viene fatturato, con una spesa per l’energia elettrica pari a 10 milioni di euro nel 2018. Il Cam corre ai ripari per tamponare l’impressionante falla delle perdite idriche attraverso la ricerca col satellite. L’operazione affidata alla società Neptune chiamata a monitorare i primi 200 km degli acquedotti montani, ha dato i primi risultati: gli occhi elettronici puntati dall’alto hanno già “segnalato” 153 possibili falle del sistema, ovvero le macchie di umidità lungo gli acquedotti Liri Verrecchie e Valle Roveto. Sui primi dieci punti sottoposti a verifica dal Cam, che ha messo in piedi una task-force operativa, guidata dall’ingegner Leo Corsini, col supporto dei responsabili, Roberto Camasso e Alessandro Di Cristoforo, sono state individuate otto perdite. «Il progetto», afferma il componente del consiglio di gestione, Armando Floris, con al fianco Felicia Mazzocchi (consiglio di sorveglianza), «punta a rendere il servizio di fornitura idrica più efficiente e più efficace attraverso l’individuazione delle perdite di acqua lungo gli acquedotti. Il satellite individua le possibili falle e gli operatori del Cam intervengono per tappare le falle. Puntiamo a captare meno acqua e a ridurre le spese per l’energia elettrica». Costo della prima tranche dell’operazione, sui 200 km di acquedotti di montagna, affidata alla società Neptune: 18mila euro. «Il satellite radar», spiega il responsabile, Enrico Schiesaro, «invia un’onda verso la Terra e in base al materiale rileva l’umidità fino a 2 metri. È una tecnologia non invasiva che consente di individuare le macchie di umidità in zone montane inaccessibili». Chiusa la prima fase sperimentale, il Cam allargherà il campo dei controlli dall’alto al resto della rete, «con l’aggiunta», sostiene il responsabile tecnico, Corsini, «dei Comuni dove la fatturazione è molto più inferiore alla fornitura». Quindi, con tante perdite, o troppi abusivi: un altro problema del Cam, in aggiunta alle reti datate anni 60 che, per risolvere il problema alla radice, necessitano di un intervento di rifacimento totale. Sull’operazione Cam, fa sentire la sua voce il socio di maggioranza, il sindaco di Avezzano. «La rilevazione di perdite col satellite», sottolinea Gabriele De Angelis, «quando il progetto entrerà a pieno regime, permetterà risparmi nelle spese di energia. Il risanamento economico e il rilancio del Cam sono una priorità per dare un servizio a costi accettabili nel settore strategico del sistema idrico. Senza risanamento non può esserci sviluppo: il progetto sperimentale sull’applicazione delle tecnologie satellitari per l’individuazione delle perdite va in quella direzione».
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